Libia: Unhcr ha liberato dai centri di detenzione 133 rifugiati, poi trasferiti in Niger. Tra loro 81 donne e bambini

L’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), in coordinamento con le autorità libiche, ieri ha trasferito 133 rifugiati dalla Libia al Niger, dopo averli ospitati presso una struttura di transito e partenza a Tripoli, inaugurata martedì. La maggior parte delle persone evacuate, tra le quali 81 donne e bambini, precedentemente si trovava in detenzione in Libia. Dopo aver ottenuto la loro liberazione da cinque centri di detenzione situati in diverse località della Libia, comprese Tripoli e alcune aree distanti anche 180 chilometri dalla capitale, i rifugiati sono stati ospitati presso la struttura di transito e partenza fino alla conclusione degli accordi per la loro evacuazione. La struttura di transito e partenza è il primo centro di questo tipo in Libia e ha lo scopo di offrire ai rifugiati vulnerabili un luogo sicuro in cui stare mentre si cercano soluzioni più durature che possono includere il reinsediamento, il ricongiungimento familiare, il trasferimento in strutture di emergenza in altri Paesi, il ritorno in un precedente Paese d’asilo e il rimpatrio volontario. “Con l’apertura di questo centro, in circostanze estremamente difficili, potenzialmente si potrebbero salvare vite umane. Il centro garantisce protezione e sicurezza immediate ai rifugiati vulnerabili che necessitano di un’evacuazione urgente e rappresenta un’alternativa alla detenzione per centinaia di rifugiati attualmente intrappolati in Libia”, ha dichiarato l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Filippo Grandi. Il centro è gestito dal ministero degli Interni libico, dall’Unhcr e da LibAid. L’iniziativa fa parte di una serie di misure necessarie per offrire valide alternative ai pericolosi viaggi via mare intrapresi da rifugiati e migranti lungo la rotta del Mediterraneo centrale. Considerando che in centri di detenzione sparsi in tutta la Libia sono trattenuti circa 4.900 rifugiati e migranti, tra cui 3.600 che hanno bisogno di protezione internazionale, il centro rappresenta un’alternativa alla detenzione dei più vulnerabili. Nella struttura l’Unhcr ed i suoi partner forniscono protezione e assistenza umanitaria (alloggio, cibo, cure mediche e sostegno psicosociale) supportati dall’Ue e da altri donatori: può ospitare fino a 1.000 rifugiati vulnerabili individuati al fine dell’identificazione di soluzioni al di fuori dalla Libia.

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