Diocesi: Latina, la Caritas aderisce al Presidio 3.0 per la difesa dei lavoratori sfruttati nell’agricoltura

La Caritas di Latina è una delle tredici realtà diocesane che aderiscono al “Presidio 3.0” di Caritas Italiana contro il caporalato e in difesa delle persone che lavorano nell’agricoltura. Siamo al terzo biennio dell’iniziativa nazionale, a cui Latina partecipa per il secondo biennio. “Molti eventi di cronaca riguardano la nostra terra – riferisce al Sir Ilarina Pacilli, coordinatrice del progetto per la Caritas di Latina –. Noi vogliamo andare oltre e concentrarci sullo sfruttamento capillare presente nelle campagne, che viene definito ‘para sfruttamento’: un contratto di lavoro c’è, però vengono dichiarate meno ore di quelle realmente lavorate e una serie di servizi, soprattutto burocratici, vengono forniti a pagamento e in maniera irregolare”. Nei primi due anni, insieme al lavoro di monitoraggio, è stato istituito un presidio in un terreno della parrocchia di Borgo Hermada (Lt), davanti a un residence in cui vivono molti braccianti indiani, con servizi di ascolto, orientamento legale e accompagnamento ai servizi. La parrocchia stessa, col sostegno della Caritas, ha attivato un corso d’italiano. “Con pazienza, abbiamo guadagnato la fiducia delle persone, insistendo sui valori di gratuità e legalità del servizio” prosegue Ilarina Pacilli. “Nel nuovo biennio, ci concentreremo sull’advocacy e sulla necessità di fare rete con istituzioni, diocesi vicine, imprese, sindacati, così da offrire garanzie – un lavoro, una casa – a chi deciderà di denunciare lo sfruttamento subito”.

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