Carcere: Taranto, nasce “Fieri Potest Pastry Lab” laboratorio di pasticceria artigianale

Un laboratorio di pasticceria artigianale nel carcere di Taranto. Dopo Articolo 21, il ristorante sociale ormai lanciatissimo, in cui lavorano migranti, ex detenuti e ragazzi a rischio delle periferie della città, la cooperativa “Noi & Voi” si “tuffa” in una nuova avventura, con l’obiettivo di sempre: reintegrare nel tessuto sociale e lavorativo chi ha perso la libertà, i sogni, le speranze. La pasticceria è già una realtà. Oggi l’inaugurazione ufficiale. Un Maestro pasticciere farà da tutor ad un detenuto, assunto dalla cooperativa, ma il progetto è in espansione nei numeri del personale coinvolto. Crostate e cornetti da domani verranno venduti nello spaccio interno della polizia penitenziaria e ai primi bar che hanno sposato la causa. Intanto il dono dei prodotti ad associazioni locali ed enti locali, permetterà una prima diffusione e conoscenza dell’idea. È già attivo un contatto diretto con singoli acquirenti per le ordinazioni (fieripotest.pastrylab@gmail.com) ed è previsto presto l’avvio di un servizio di e-commerce e di una pagina Facebook. “Il laboratorio ha origine da un corso professionalizzante esterno alla casa circondariale, che ha coinvolto 50 detenuti in misura alternativa, di cui 10 nel laboratorio di pasticceria. ‘Fieri Postest”, in latino ‘E’ possibile’, è un percorso che prende il nome dal ‘Centro Socio Rieducativo’ voluto da monsignor Filippo Santoro, arcivescovo della diocesi di Taranto, e realizzato con il contributo della Caritas italiana”, spiega don Francesco Mitidieri, cappellano della casa circondariale e presidente dell’Associazione “Noi e Voi” onlus.

L’obiettivo è offrire formazione e lavoro a chi vive tra le sbarre ed è in cerca di un futuro migliore. “Fieri Potest Pastry Lab”, il laboratorio di pasticceria artigianale all’interno del carcere di Taranto, è un esempio concreto di connubio tra amministrazione penitenziaria e terzo settore. “È infatti la ‘Cassa Ammende’ ad aver finanziato l’acquisto delle attrezzature necessarie – spiega la direttrice dell’Istituto penitenziario, Stefania Baldassari – con una spesa di 45mila euro. La zona, interna al penitenziario ionico, è stata adeguata dal punto di vista elettrico e idrico e ceduta in comodato d’uso gratuito all’associazione ‘Noi&Voi’, attraverso la firma di un protocollo d’intesa che prevede che venga svolta attività di formazione e che il personale impiegato sia esclusivamente detenuto, in modo da favorire l’inserimento sociale e lavorativo, concluso il periodo di detenzione”. “Questa della pasticceria è una bella scommessa. Nella casa circondariale – racconta Antonio Erbante, presidente della cooperativa ‘Noi & Voi’- lavoriamo da 25 anni. Vogliamo formare i ragazzi in prospettiva di un lavoro all’esterno. Il carcere non deve essere considerato solo una punizione ma una modalità per poter pensare ad una nuova vita, una volta fuori”.

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