Aquarius: Naidoo (Amnesty), “lo stop è bruttissima notizia. Svela reali priorità dei leader europei, a costo aumento morti in mare”

“Oggi abbiamo ricevuto una bruttissima notizia: Medici senza frontiere e SOS Mediterranée sono stati costretti a porre fine alle operazioni di ricerca e soccorso in mare della nave Aquarius”. È il commento del segretario generale di Amnesty international Kumi Naidoo, a proposito della notizia che la nave Aquarius di Medici senza frontiere e Sos Mediterranée è stata costretta a porre fine alle sue operazioni di ricerca e soccorso in mare. “Negli ultimi due anni l’Aquarius e il suo equipaggio hanno soccorso quasi 30.000 persone nel Mediterraneo. Quest’anno ne sono annegate oltre 2.100. La maggior parte di loro era in fuga dalla violenza, dalla tortura e dalla detenzione arbitraria in Libia – ricorda Naidoo -. Nello stesso periodo i governi europei non solo non hanno contribuito alla ricerca e al soccorso in mare ma hanno persino aiutato la Guardia costiera libica a riportare persone in Libia e attivamente ostacolato le operazioni di salvataggio di vite umane come quelle portate avanti dalla nave Aquarius”. “Così facendo, i leader europei hanno mostrato quali sono le loro reali priorità: la chiusura, ai migranti e ai rifugiati, della rotta del Mediterraneo centrale anche a costo dell’aumento delle morti in mare – denuncia -. Oggi rendiamo omaggio alla nave Aquarius e al suo coraggioso equipaggio. Continueremo a stare dalla loro parte, sfidando le politiche crudeli e illegali che condannano le persone ad annegare”.

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