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Diritti umani: Giustizia e Pace Europa, necessaria una “pratica concreta del rispetto della dignità umana”

(Bruxelles) “Celebrare il 70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani significa innanzitutto rinnovare il nostro impegno personale nei confronti dei diritti Umani” cioè “nella difesa dei propri diritti, ma anche dei diritti dell’altro”, significa ricordare che aderire alla Dichiarazione “è un obbligo per le autorità pubbliche a tutti i livelli”. Giustizia e Pace Europa riflette sul significato della ricorrenza del 10 dicembre, in una dichiarazione del Comitato esecutivo. Celebrare questo anniversario, si legge ancora, è un’“opportunità per affermare la pari importanza dei diritti sociali e dei diritti e delle libertà personali” e la “interdipendenza e indivisibilità” dei diritti umani, elemento chiave oggi “per superare le nuove divisioni nelle nostre società e la politica populista che da queste si alimenta”. Un richiamo arriva anche alla necessità “di un testo giuridicamente vincolante a livello dell’Onu, che regoli le attività delle multinazionali secondo la giurisprudenza internazionale dei diritti umani” e all’attenzione a “nuove forme di violazione della dignità della persona umana nel nostro mondo” oggi: di qui la richiesta del “pieno riconoscimento di un diritto universale all’acqua e ai servizi igienico-sanitari” e di altri “diritti umani ambientali”. Il 70° è però anche un richiamo al fatto che “i diritti umani hanno bisogno di solide basi morali sia a livello nazionale sia globale” e di “pratica concreta del rispetto della dignità umana”.

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