150° Azione cattolica: Vecchio (Univ. Parma), ruolo e presenza dell’associazione nella “società di massa”

Sul tema “L’Azione cattolica italiana nella società di massa” si è concentrata l’ampia relazione di Giorgio Vecchio (Università di Parma) che, dopo il saluto di Francesco Malgeri (Università La Sapienza – Roma), ha introdotto la seconda e ultima giornata del convegno “L’Azione cattolica italiana nella storia del Paese e della Chiesa (1868-2018)” promosso da Isacem a Roma. Vecchio ha dapprima formulato alcuni interrogativi cui provare a rispondere: “Quale giudizio ha saputo dare l’Ac sulla società di massa? Come ne ha intuito, compreso, analizzato lo sviluppo? Quali linee formative ha elaborato e messo in campo per aiutare i propri aderenti a vivere la propria fede all’interno della società italiana del Novecento? Quale contributo hanno complessivamente offerto i soci e le socie di Ac alla società italiana? Hanno fatto la loro parte nell’azione sociale, economica, professionale, culturale, sportiva e ricreativa? Con quali risultati?”. Fra gli argomenti affrontati dal relatore figurano la testimonianza pubblica della fede nell’Italia post unitaria; l’organizzazione e l’identità associativa; la presenza nella società, nel lavoro, nello sport; il rapporto con alcuni specifici elementi della società di massa, fra cui i media e, in particolare, l’avvento del cinema e più tardi della televisione. E, ancora, l’educazione dei giovani alla fede, la formazione all’impegno sociale e politico. Un’analisi del rapporto fede-vita che si è spinta, nel corso dell’intervento, fin quasi all’oggi, riconoscendo all’Ac un ruolo fondamentale per una formazione umana e spirituale di un’ampia parte della popolazione italiana e una presenza cristianamente ispirata nelle diverse epoche della storia nazionale.

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