Sanità: card. De Donatis, “fondamentale avere compassione, tendere la mano e toccare”

“Provare compassione, tendere la mano e toccare”. Il card. Angelo De Donatis, vicario del Papa per la diocesi di Roma, ha consegnato questi tre verbi a medici, infermieri e operatori sanitari a conclusione dell’incontro “Curare con il cuore. Riflessioni sulla ri-umaninizzazione delle cure”, organizzato oggi al Policlinico Universitario Agostino Gemelli. Facendo riferimento al brano evangelico della guarigione del lebbroso, il card. De Donatis ha esortato a “stare accanto”, soprattutto perché “spesso chi soffre non sa darsi spiegazioni e non le vuole, si sente vittima e si abbandona allo scetticismo”. “Chi soffre non vuole sentirsi un organismo su cui intervenire o una serie di esami da fare”, ha osservato il vicario del Papa per la diocesi di Roma che ha chiesto ai medici di essere “portatori non solo di un benessere fisico, ma di una salute integrale della persona”. Senza nascondere quanto quella dei medici sia “una professione impegnativa e rischiosa, condizionata da problemi di natura organizzativa”, il card. De Donatis ha sottolineato che “tendere la mano vuol dire accompagnare la professionalità con il senso di umanità”. Il porporato si è soffermato sul verbo “toccare”, cioè sulla necessità “di entrare in contatto fisico con il malato”. “Penso agli infermieri, agli operatori socio-assistenziali e ai volontari: la prima medicina – ha scandito – è l’affetto, il primo nutrimento è l’attenzione”.

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