Notizie Sir del giorno: Papa negli Emirati Arabi, Sant’Ambrogio, Argentina, riaperta chiesa “Anime Sante” a L’Aquila, Brexit, sanità, Golden Globe

Papa negli Emirati Arabi: mons. Hinder (vicariato Arabia meridionale), “passo importante nel dialogo tra musulmani e cristiani e un contributo alla pace in Medio Oriente”

“Un passo importante nel dialogo tra musulmani e cristiani e un contributo alla comprensione reciproca e alla pace in Medio Oriente”: è l’auspicio espresso da mons. Paul Hinder, vescovo del Vicariato dell’Arabia meridionale (Emirati Arabi Uniti, Oman e Yemen) dopo che la Santa Sede ha diffuso oggi la notizia che Papa Francesco visiterà Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti), dal 3 al 5 febbraio 2019, per partecipare all’Incontro interreligioso internazionale sulla fratellanza umana”. Una visita che “avviene anche in risposta all’invito della Chiesa cattolica negli Emirati Arabi Uniti” come riportato dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Greg Burke. In un messaggio diffuso dal Vicariato e pervenuto al Sir, mons. Hinder sottolinea che questa è “la prima visita in assoluto da parte di un Pontefice cattolico nella penisola arabica” e che il tema scelto dal Vicariato apostolico dell’Arabia meridionale per celebrare questa visita è tratto dalla Preghiera semplice di san Francesco, “Signore fa’ di me uno strumento della tua pace”. Il logo della visita, infatti, mostra una colomba, bianca contornata di giallo, con un ramoscello d’ulivo. I colori della bandiera degli Emirati Arabi Uniti sono incorporati all’ala della colomba, simbolo della visita del Papa nel Paese come araldo di pace. Particolare soddisfazione è stata espressa dal vescovo per “la generosità del governo degli Emirati Arabi Uniti che ha reso possibile la celebrazione di una messa, che si terrà il 5 febbraio in una sede pubblica ad Abu Dhabi. Questi sono gesti caldi e gentili che apprezziamo e riconosciamo”. (clicca qui)

Sant’Ambrogio: mons. Delpini (Milano), “l’emozione non è un male, ma non è una ragione”

(Milano) La Lettera di Giacomo “interpreta le dinamiche conflittuali della comunità come l’emergere di passioni che rendono stolti: la possibilità della pace è” invece “offerta da una sapienza che viene dall’alto, da un’intelligenza benevola, da un pensiero che si ispiri alla vicinanza di Dio. C’è dunque anche la possibilità di pensare, siamo autorizzati a pensare”. Così si esprime mons. Mario Delpini, arcivescovo di Milano, nel tradizionale Discorso alla città e alla diocesi, pronunciato alla vigilia della festa patronale di Sant’Ambrogio. Nella basilica dedicata al santo, durante i vespri delle ore 18, di fronte ai fedeli e alle autorità, Delpini svolge un’ampia riflessione intitolata “Autorizzati a pensare. Visione e ragione per il bene comune”, a partire proprio dalla lettera di san Giacomo (Gc 3,13-4,8). “Sono diffusi in ogni tempo e in ogni luogo – afferma – atteggiamenti emotivi, reazioni istintive, passioni cieche, come attesta l’antico scritto di san Giacomo. Non stupisce quindi che emotività e passionalità siano presenti anche oggi, anche qui, anche nella città. L’emozione non è un male, ma non è una ragione. Forse in questo momento l’intensità delle emozioni è particolarmente determinante nei comportamenti. Ciascuno si ritiene criterio del bene e del male, del diritto e del torto: quello che io sento è indiscutibile, quello che io voglio è insindacabile”. (clicca qui)

Argentina: firmata la “Dichiarazione per il dialogo e la convivenza” dei leader religiosi

“Invitiamo tutte le comunità religiose, i leader, i mezzi di comunicazione e la società in generale a non permettere che i conflitti e gli scontri che avvengono in altre regioni del mondo, la cui soluzione non è tra le nostre possibilità, compromettano la nostra convivenza come popolo di fratelli. In questi momenti particolari, il nostro dovere principale si radica nel preservare e nel rafforzare tutte le vie di dialogo, che portino a una maggiore fraternità e solidarietà tra tutti gli abitanti del nostro Paese”. Lo si legge nella “Dichiarazione per il dialogo e la convivenza”, firmata pochi minuti fa a Buenos Aires, nella sede della Conferenza episcopale argentina (Cea), dai leader argentini della diverse religioni. Tra i firmatari, il presidente della Cea, mons. Oscar Vicente Ojea, vescovo di San Isidro; il Centro islamico della Repubblica argentina (Cira) dal presidente Aníbal Bachir Bakir; l’Associazione mutuale israelita argentina (Amia) dal presidente Agustín Zbar; erano presenti i co-presidenti dell’Istituto di dialogo interreligioso: padre Guillermo Marcó, il deputato Omar Abboud e il rabbino Daniel Goldman. La Dichiarazione parte dalla premessa che in Argentina è forte la tradizione del dialogo tra le religioni, nella prospettiva di una convivenza armonica nella società. (clicca qui)

Terremoto: card. Petrocchi (L’Aquila), “la ricostruzione del duomo non è ancora partita, attesa che restauro cominci”

“Nonostante l’apprezzabile volontà di ‘riscatto architettonico’, espressa da vari soggetti pubblici, si vede – con dolore – che la ricostruzione del duomo non è ancora partita”. Lo ha detto l’arcivescovo di L’Aquila, il card. Giuseppe Petrocchi, nel suo intervento durante la cerimonia di riapertura della chiesa di Santa Maria del Suffragio, alla quale è presente il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Un evento durante il quale, “purtroppo, il pensiero non può non andare alla cattedrale di san Massimo”, chiusa dal 2009. Il porporato ha aggiunto, però, che “recenti segnalazioni hanno alimentato l’attesa che i progetti di restauro vengano rapidamente messi in opera”. (clicca qui)

Brexit: vescovi irlandesi, si lavori “insieme per massimizzare la possibilità della certezza e dell’accordo”

“C’è il rischio che cresca sempre di più la polarizzazione politica e sociale” nell’avvicinarsi della data dell’uscita del Regno Unito dall’Ue. Lo denunciano i vescovi irlandesi in una nota su Brexit redatta nel corso dell’assemblea plenaria della Conferenza episcopale che si è svolta nei giorni scorsi a Maynooth. “L’ambiguità politica sta generando un comprensibile timore nelle famiglie, tra i datori di lavoro, e in particolare tra coloro che saranno più vulnerabili dagli esiti negativi di una mancanza di accordo”, scrivono i vescovi. L’appello è quindi “a tutti coloro che sono incaricati della pesante responsabilità di prendere decisioni politiche al servizio del bene comune”, perché lavorino “insieme per massimizzare la possibilità della certezza e dell’accordo”, andando “oltre l’interesse personale, di partito e persino nazionale”. “Gli obblighi dei governi irlandese e britannico in base all’Accordo del Venerdì Santo rimangono di fondamentale importanza” soprattutto in riferimento “ai diritti delle persone sull’isola”, si legge nella nota dei vescovi. “Indipendentemente dalla natura futura dei blocchi commerciali nel mondo”, interdipendenza, solidarietà e diversità pacifica dovranno “essere un segno distintivo essenziale delle relazioni tra le isole dell’Irlanda e della Gran Bretagna e il resto dell’Ue”. (clicca qui)

Sanità: Ricciardi (Ist. Superiore di Sanità), “al di là dei proclami manca attenzione da parte della politica”

Sul tema della sanità “c’è una mancata attenzione da parte della politica: al di là dei proclami, soldi non ce ne sono”. Lo ha denunciato Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, sottolineando che “nelle regioni in cui la sanità funziona male, i cittadini vivono in media 4 anni di meno”. “La società deve decidere quanto allocare per la sanità”, ha ribadito Ricciardi che, intervenendo all’incontro “Curare con il cuore. Riflessioni sulla ri-umanizzazione delle cure”, organizzato oggi al Policlinico Universitario Agostino Gemelli, ha affermato che “con una percentuale minore di ciò che viene speso da Usa e Germania, ovvero con il 9-10% del Prodotto interno lordo, si riuscirebbe a garantire una sanità soddisfacente per tutti”. In Italia, “la sanità è regionale: in nessuna regione è ottimale, in qualcuna è pessima”, ha spiegato evidenziando che “se vogliamo una sanità uguale per tutti, dobbiamo cambiare la Costituzione per poter consentire allo Stato centrale di entrare nei meccanismi gestionali delle regioni oppure, se ci rassegniamo alle regioni, bisogna trovare meccanismi di accordo con lo Stato”. (clicca qui)

Golden Globe 2019: ecco le nomination che anticipano gli Oscar. Cnvf, “conferme per i film del Festival di Venezia e della Festa di Roma”

La Hollywood Foreign Press Association ha reso nota oggi la lista dei nominati ai premi Golden Globe 2019, che verranno assegnati a Los Angeles il prossimo 6 gennaio. Sono premi importanti per il cinema (e le serie tv), che anticipano la possibile linea degli Oscar 2019. Tra i film maggiormente protagonisti ci sono: con sei candidature “Vice. L’uomo nell’ombra” biopic su Dick Cheney di Adam McKay (film, regia, interpreti, sceneggiatura), seguito con cinque candidature da “La favorita” di Yorgos Lanthimos (film, attrici e sceneggiatura), “A Star is Born” di Bradley Cooper (film, regia, interpreti e miglior canzone “Shallow”), “Green Book” di Peter Farrelly (film, regia e interpreti). Ancora, con 4 nomination: “Il ritorno di Mary Poppins” di Rob Marshall (tra cui film e l’attrice Emily Blunt) e “BlacKkKlansman” di Spike Lee, mentre “Roma” di Alfonso Cuarón ne ottiene tre ma di peso (regia, sceneggiatura e film straniero). Non ci sono film italiani in corsa nella categoria miglior film straniero. (clicca qui)

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