Famiglia: mons. Paglia (Istituto Giovanni Paolo II), “nasce ufficialmente l’Osservatorio internazionale”

foto SIR/Marco Calvarese

“Tenere i piedi per terra, e così servire con più forza ed energia, passione evangelica, l’amore tra l’uomo e la donna, cui è affidato il senso della storia e il destino del creato”. È questo l’obiettivo dell’Osservatorio Internazionale sulla Famiglia: una nuova iniziativa voluta dal Pontificio Istituto Teologico “Giovanni Paolo II” per gli studi sul matrimonio e la famiglia, in cooperazione con l’Università Cattolica di Murcia, il Cisf di Milano. Ad annunciarlo ai giornalisti, in sala stampa vaticana, è stato mons. Vincenzo Paglia, Gran Cancelliere del Pontificio Istituto Teologico “Giovanni Paolo II” per le scienze del matrimonio e della famiglia e presidente della Pontificia Accademia per la vita, precisando che l’iniziativa si propone di rispondere “a quanto Papa Francesco ha chiesto più volte, in questi anni, ossia un’attenzione specifica al vissuto concreto delle famiglie”. La prospettiva del nuovo Osservatorio, ha spiegato il Gran Cancelliere, è quella di “dialogare con tutte le altre scienze antropologiche e sociali, per guardare con intelligenza la situazione concreta delle famiglie: non solo per dialogare con esse, ma anche per aiutare la Chiesa ad individuare percorsi che portino a solidificare l’azione familiare”. “Non esiste una visione generale sulla famiglia, se non a livello delle Nazioni Unite”, ha fatto notare Paglia spiegando il coinvolgimento dell’Università Cattolica di Murcia e della Caritas Internationalis, oltre a quello delle diverse sedi del “Giovanni Paolo II” di tutto il mondo. Il primo triennio di attività dell’Osservatorio, ha reso noto Paglia, “sarà dedicato allo studio della povertà delle famiglie, intesa nel duplice registro relazionale-affettiva ed economica. Perché se c’è un’urgenza e insieme una ricchezza sorprendente quanto il Vangelo che la rivela, questa è la condizione dei più piccoli, di chi è minore, dell’escluso dalla storia, del non accolto nella città degli Uomini. “Il metodo di lavoro di questo osservatorio sarà inclusivo e diffusivo”, ha precisato il Gran Cancelliere: “tutte le istituzioni accademiche finora contattate (circa 20 da 15 nazioni) hanno subito accettato e altre si stanno aggiungendo; a queste realtà sarà affidata la rilevazione dei dati nazionali”. Tra i contributi del neonato Osservatorio, figura anche un articolato servizio di informazione (newsletter periodica, sito web, social), con continue notizie sulla condizione delle famiglie nel mondo e su quanto i molteplici soggetti dedicati operano a loro favore.

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