Famiglia: Belletti (Cisf), non solo “numeri” ma anche “lettura della realtà”, la prima indagine è sulla povertà

“Promuovere un Osservatorio significa impegnarsi nell’attuazione di un sistema permanente di lettura, confronto e interpretazione di dati quantitativi e qualitativi, che consenta di comparare i vari contesti nazionali e di seguire nel corso del tempo i cambiamenti”. Lo ha spiegato Francesco Belletti, direttore del Centro internazionale studi famiglia (Cisf), durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo Osservatorio internazionale sulla famiglia. “La scelta di dedicare un Osservatorio al tema famiglia – ha spiegato l’esperto in sala stampa vaticana – è legata alla convinzione che, pur in presenza di un’ampia serie di dati, indicatori, indagini e sistemi di monitoraggio a livello internazionale, manchi comunque una riflessione specificamente indirizzata a leggere il valore della famiglia nel vivo delle comunità nazionali, capace di parlare prima di tutto alla comunità sociale e civile”. L’attività dell’Osservatorio comincerà con “un progetto triennale su famiglia e povertà”, che occuperà il triennio 2019-2021. “La lotta alla povertà costituisce uno degli obiettivi prioritari dell’agenda internazionale, come risulta anche dagli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile 2030, promossi dalle Nazioni Unite”, ha sottolineato Belletti a proposito della scelta di questo tema come “priorità”. Il progetto triennale, in particolare, “intende analizzare il ruolo che le relazioni familiari giocano nei confronti della condizione di povertà delle persone, la loro capacità di essere fattore protettivo, ma anche gli elementi di vulnerabilità in caso di un loro indebolimento”. “La povertà delle famiglie – la constatazione di fondo – dipende da un complesso sistema di interazioni, in cui le risorse e le fragilità dei sistemi relazionali familiari affrontano sfide e opportunità generate dal sistema economico e dalle (possibili) azioni di politica pubblica (modelli di welfare, politiche solidaristiche, responsabilità dei vari livelli della pubblica amministrazione, presenza di sistemi misti di privato, pubblico e non profit)”. Nel dettaglio, il progetto prevede un primo percorso triennale (2019-2021), su due fasi: la prima dedicata a “famiglia e povertà relazionali”, la seconda a “famiglia e povertà economiche e strutturali”. Il primo report di sintesi sarà pubblicato a maggio 2020; il secondo report è previsto per maggio 2021. Sono previsti anche due seminari intermedi di coordinamento (uno nel 2019 e uno nel 2020) tra tutti i diversi referenti nazionali. L’indagine sarà realizzata in alcune nazioni, rappresentative dei diversi contesti mondiali, dove esperti e centri universitari redigeranno una “Scheda-Paese”, con dati quantitativi e qualitativi. Al termine della redazione dei “casi nazionali” verrà redatto un report comparativo. In particolare per il primo anno (famiglia e povertà relazionale) le domande si incentreranno sul rapporto tra qualità relazionale delle famiglie e soggettività economica della famiglia, compiti educativi e capacità di cura e solidarietà Tre aspetti trasversali. Tra le priorità che resteranno in modo permanente sotto osservazione, ha reso noto Belletti, “il ruolo della donna, la condizione dei bambini, il ruolo delle nuove tecnologie e dello sviluppo delle reti sociali digitali”.

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