Argentina: leader religiosi, “guardare oltre le nostre difficoltà e dissensi”

“Noi argentini abbiamo saputo dare testimonianza di convivenza e collaborazione pacifica e armoniosa tra le differenti culture e tradizioni religiosi, sapendo guardare oltre le nostre difficoltà e dissensi. La maggior parte degli abitanti del pianeta (includendo la nostra nazione) si dichiarano credenti. Questo deve portare le religioni a entrare in dialogo tra loro”, che porti “alla custodia del creato e del pianeta, che è la nostra casa comune, alla difesa dei poveri, al lavoro per la giustizia e alla costruzione di reti di rispetto e di fraternità”. Lo scrivono i leader religiosi argentini nella “Dichiarazione per il dialogo e la convivenza”, firmata pochi minuti fa a Buenos Aires. Tra i firmatari, il presidente della Cea, mons. Oscar Vicente Ojea, vescovo di San Isidro; il Centro islamico della Repubblica argentina (Cira) dal presidente Aníbal Bachir Bakir; l’Associazione mutuale israelita argentina (Amia) dal presidente Agustín Zbar; erano presenti i co-presidenti dell’Istituto di dialogo interreligioso: padre Guillermo Marcó, il deputato Omar Abboud e il rabbino Daniel Goldman. Non mancano alcuni impegni concreti: continuare a creare “occasioni di dialogo che rafforzino la nostra convivenza”; “approfondire la reciproca conoscenza a partire dall’educazione”; condividere nella società contributi e opinioni che partono “dai nostri valori comuni”; rispondere “in maniera solidale a notizie e informazioni false, ad attacchi a simboli religiosi”, così da evitare generalizzazioni “che confondono l’opinione pubblica e alimentano il pregiudizio”; “lavorare a un cronoprogramma di incontri annuali, con l’obiettivo di valutare la realtà e le necessità delle comunità religiose”.

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