70° Dichiarazione universale diritti umani: Bachelet (Onu), “troppi dei nostri leader sembrano aver dimenticato quelle parole profetiche”

“Abbiamo percorso un lungo cammino dal 1948. Abbiamo adottato a livello nazionale e internazionale molte delle misure previste dalla Dichiarazione universale. Ma abbiamo ancora una lunga strada da percorrere e troppi dei nostri leader sembrano aver dimenticato quelle parole potenti e profetiche”. È uno dei passaggi della riflessione di Michelle Bachelet, alto commissario per i diritti umani dell’Onu, per il 10 dicembre, anniversario della Dichiarazione, “documento straordinario” che “continua a essere rilevante oggi come quando è stato adottato 70 anni fa”. I suoi “principi sono così fondamentali che possono essere applicati a ogni nuovo dilemma”. Bachelet elogia, tra gli altri, il linguaggio inclusivo usato dal documento, che “riflette il fatto che, per la prima volta nella storia della giurisprudenza internazionale, le donne hanno avuto un ruolo di primo piano nella stesura” del testo. Il lavoro per la sua attuazione “è tutt’altro che finito. E non lo sarà mai” sostiene ancora Bachelet, che sollecita a muoversi con più energia per i diritti nostri e di tutti gli esseri umani, diritti che “siamo costantemente a rischio di erodere con l’oblio, la negligenza o il disprezzo nostro o dei nostri leader”. “La maggior parte di noi ha il potere di fare la differenza: rendere per gli altri le nostre case, comunità, Paesi e il nostro mondo migliori, o peggiori. È necessario che ognuno di noi faccia la propria parte per soffiare la vita nel bellissimo sogno della Dichiarazione universale”.

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