Presepe: card. Montenegro, “se siamo nell’amicizia nessuno si meraviglierà”

Fare il presepe o non farlo per non offendere chi non professa la stessa fede? “Nella convivenza si sta insieme, se dialoghiamo si capiscono quali sono esigenze reciproche. Nell’amicizia nessuno si meraviglierà, mentre se guardiamo dall’alto e non ci caliamo, tutto sarà difficile”. Il card. Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento e presidente dimissionario di Caritas Italiana, ha risposto così ai giornalisti che gli chiedevano un commento sulle polemiche pre-Natalizie sollevate da chi pensa che il presepe urti la sensibilità degli appartenenti ad altre religioni. “Nelle mie piccole esperienze in cui ho avuto a che fare con musulmani o altri non abbiamo mai avuto problematiche nel dire di appartenere ad un’altra fede e nessuno offendeva l’altro. Lui rispetta me, sapendo che per me quelle cose sono importanti ma non come sfida, non deve essere un modo per misurare le distanze”, ha spiegato il card. Montenegro sottolineando che “Gesù è venuto per unire”. “Da lui – ha ricordato – andavano pagani, i Re Magi”. Secondo l’arcivescovo di Agrigento, intervenuto a margine della presentazione di “Ti stacco e poi ti aspetto”, il 20° audiolibro della Collana PhonoStorie, curato da Caritas Italiana e Rete Europea Risorse Umane, e dedicato al grande campione di ciclismo Gino Bartali, “alcune volte si vogliono creare situazioni per dire che siamo diversi. Perché non partiamo dicendo che siamo uguali?”.

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