Notizie Sir del giorno: Papa su eternità, Ucraina-Russia, carceri in Europa, reddito di cittadinanza, pluralismo informazione, Cop24, Avvenire

Papa Francesco: a Pontificie Accademie, l’eternità “non trova lo spazio e l’attenzione che merita” nella catechesi

“Promuovere e sostenere l’impegno di quanti, particolarmente giovani o istituzioni che lavorano con i giovani, si distinguono nei rispettivi settori per contribuire alla promozione di un nuovo umanesimo cristiano”. Lo scrive il Papa nel messaggio ai partecipanti alla XXIII seduta pubblica delle Pontificie Accademie, che si è tenuta nel Palazzo della Cancelleria a Roma sul tema “Eternità, l’altro volto della vita”, durante la quale è stato consegnato il Premio delle Pontificie Accademie di quest’anno. L’eternità, spiega Francesco, è “un ambito, non solo teologico, che, pur essenziale e centrale nell’esperienza cristiana, risulta piuttosto trascurato, tanto nella ricerca teologica degli ultimi anni quanto, soprattutto, nell’annuncio e nella formazione dei credenti”. “La riflessione escatologica sulla vita eterna e sulla risurrezione, nella catechesi e nella celebrazione, non trova lo spazio e l’attenzione che merita. Si ha talvolta l’impressione – sostiene il Papa – che questo tema sia volutamente dimenticato e tralasciato perché apparentemente lontano, estraneo alla vita quotidiana e alla sensibilità contemporanea”. (clicca qui)

Ucraina: vescovi greco-cattolici, “diritto e sacro dovere di difendere la propria patria” da “aggressione” Russia

“Alla Vigilia dell’Avvento, la nostra patria sta sperimentando un altro Calvario”, ovvero “l’aperta manifestazione di aggressione da parte della Federazione Russa, che ha raggruppato una grande forza militare ai confini con il nostro Paese”. Lo scrivono i vescovi della Chiesa greco-cattolica ucraina in una lettera pervenuta al Sir in cui si invita a intensificare la preghiera e a digiunare “nel periodo delle difficili prove per il nostro Stato”. I vescovi sottolineano che la comunità internazionale ha condannato il gesto, mentre metà delle regioni del Paese sono ora sotto legge marziale, e allo stesso tempo “assicurano preghiera rafforzata per la difesa dell’aggressione straniera e per il ripristino della pace e dell’integrità del nostro Paese”. Il Sinodo della Chiesa greco-cattolica ucraina, inoltre, rimarca “che il popolo ucraino ha il diritto e il sacro dovere di difendere la propria patria”, chiedono ai cittadini ucraini di comprendere “alcune restrizioni” sperimentate a causa della situazione nella vita quotidiana e invita a “non cedere all’ansia diffusa, in particolare, da quanti stanno cercando di seminare panico e senso di disperazione nei nostri cuori” (clicca qui)

Carceri: Consiglio d’Europa, rapporto su situazione negli istituti di pena. Il quadro continentale

(Strasburgo) La situazione degli istituti di pena in Europa è l’oggetto di due rapporti pubblicati oggi dal Consiglio d’Europa. “Prigioni in Europa 2005-2015” guarda, nelle sue oltre 370 pagine, “all’evoluzione della situazione nelle prigioni” dei 47 Paesi del Consiglio d’Europa. Il quadro generale mostra che “la distribuzione geografica dei tassi di incarcerazione (numero di detenuti per 100.000 abitanti) è rimasta stabile in Europa”. Nel 2005, questi tassi tendevano a diminuire se ci si spostava verso l’Europa occidentale, con Inghilterra e Galles, Scozia, Spagna e Portogallo con tassi relativamente elevati, mentre per Croazia, Grecia, Slovenia e Turchia erano bassi. La Lituania è il Paese in Europa che ha più detenuti per 100mila abitanti (277,7/100.000). I più virtuosi sono San Marino che ne ha 6, Liechtenstein con 21, l’Islanda con 44, e i Paesi Bassi con 53 detenuti ogni 100mila abitanti. Per quanto riguarda l’Italia, tra il 2005 e il 2015 la popolazione carceraria è diminuita del 15%, per via anche dell’indulto del 2006 (che ha liberato circa un terzo dei detenuti) e per una serie di misure contro il sovraffollamento carcerario. Il secondo rapporto invece riguarda “l’evoluzione dei detenuti stranieri in carcere o in libertà vigilata dal 2009 al 2015” e mostra che “la percentuale media dei detenuti stranieri è rimasta complessivamente stabile in Europa (12%)”, essendo più bassa nell’Europa centrale e orientale e più elevata nella maggior parte dei Paesi dell’Ue, dove è addirittura aumentata. I due studi sono stati condotti dall’Università di Losanna e co-finanziati dall’Unione europea e dal Consiglio d’Europa. (clicca qui)

Reddito di cittadinanza: Rossini (Alleanza contro la povertà), abbiamo cercato invano il dialogo con il governo

“Abbiamo reiterato tre volte la richiesta di un colloquio con il ministro Di Maio ma non ci è stato possibile incontrarlo”. Roberto Rossini, portavoce dell’Alleanza contro la povertà (e presidente delle Acli), ha espresso il suo rammarico per la mancata interlocuzione con il governo sul Reddito di cittadinanza (Rdc), presentando a Roma il documento in cui l’Alleanza argomenta i suoi “dubbi” sul provvedimento in arrivo. Rossini ha ricordato come nel caso dell’attuale Rei, il Reddito d’inclusione, “il dialogo con la società civile abbia aiutato a disegnare la misura nel modo più adeguato alla complessità della situazione reale”. “La povertà non è un problema semplice – ha osservato il portavoce dell’Alleanza – e non si può abolire per decreto”. Il documento indica infatti il rischio che il Rdc si riveli un ibrido inefficace, destinato ai poveri assoluti ma tutto concentrato sul problema occupazionale, che della povertà è soltanto un aspetto, pur cruciale. “Il nostro timore è che si finisca anche per delegittimare la lotta alla povertà”, dopo che l’Alleanza, un cartello di decine di organizzazioni della società civile, è faticosamente riuscita a portarla dentro l’agenda politica. Una delle richieste dell’Alleanza è che il governo continui ad alimentare il Fondo povertà che rischia di essere svuotato per dar corso alla nuova misura. (clicca qui)

Informazione: Mattarella, “pluralismo è valore fondamentale per ogni democrazia, va difeso e concretamente attuato e sostenuto”

“Com’è noto, la nostra Costituzione non si limita stabilire principi e valori, ma chiede allo Stato di farsi parte attiva per il loro raggiungimento. Questo vale, naturalmente, anche per la libertà di opinione e di espressione. Il pluralismo informativo è un valore fondamentale per ogni democrazia, che va difeso e concretamente attuato e sostenuto”. Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al presidente della Associazione stampa parlamentare in occasione del convegno “Cento anni di stampa parlamentare” svoltosi in mattinata nella sala della Lupa di Palazzo Montecitorio. Per il Capo dello Stato, “con la nascita della Repubblica, la stampa parlamentare ha costituito un importante e necessario completamento della vita democratica, non soltanto nella preziosa opera di pubblicizzazione dei lavori delle Camere ma anche costituendo un presidio di libertà, di critica e di controllo, in perfetta linea con lo spirito e i valori della nostra Costituzione”. “L’augurio che vi invio – ha concluso il presidente della Repubblica – è quello di continuare a raccontare, ogni giorno, con determinazione e obiettività, la vita delle Camere, le istituzioni dove si esercita pienamente la sovranità popolare, che sono al centro della nostra vita politica e democratica”. (clicca qui)

Cop24: approvata la Slesia Declaration. Sviluppo economico, sostenibilità ambientale e protezione dei posti di lavoro

I rappresentanti di 45 Paesi partecipanti alla Cop24 di Katowice in Polonia hanno adottato oggi per acclamazione la Dichiarazione di solidarietà e giusta trasformazione (Solidarity and Just Transition Slesia Declaration): lo ha reso noto l’Ufficio stampa del summit. Il documento prevede di realizzare “le iniziative volte alla protezione del clima in correlazione con lo sviluppo economico di vari Paesi, preservando i posti di lavoro” e si richiama alla tradizione del movimento di Solidarność. Il presidente polacco Andrzej Duda, firmatario del documento per la Polonia, ha sottolineato che la regione della Slesia, con la sua capitale Katowice, può essere considerata una “regione-simbolo” della grande trasformazione avvenuta in Polonia negli ultimi decenni e grazie alla quale “oggi il Paese può contribuire alla formazione delle politiche globali di protezione del clima proponendo delle iniziative ambiziose”. Aprendo la Conferenza nei giorni scorsi, Duda aveva annunciato che la Polonia non può rinunciare all’uso del carbone per la produzione dell’energia, e tale affermazione ha suscitato da diverse parti non pochi dubbi e obiezioni. (clicca qui)

Avvenire: in edicola con una veste rinnovata per i 50 anni. Tarquinio, “alternativa a propagande e rabbie travestite da informazione”

Compie oggi 50 anni “Avvenire”. Il 4 dicembre 1968 faceva il suo esordio in edicola il quotidiano nazionale di ispirazione cattolica. E, per l’occasione, si propone in una veste grafica rinnovata. Da oggi al 6 dicembre, inoltre, sarà possibile conoscere e far conoscere il nuovo “Avvenire” a soli 50 centesimi, in tre edizioni speciali che avranno un incremento di diffusione e di foliazione: un’ampia parte centrale a colori sarà dedicata ai grandi temi di attualità al centro del dibattito sociale, politico ed etico, analizzati e commentati. Ricordando il programma del quotidiano, annunciato dal primo direttore, Leonardo Valente, incentrato su tre parole – ricerca, proposta e partecipazione -, l’attuale direttore Marco Tarquinio spiega nell’editoriale di oggi che è un “programma impegnativo”, “imperniato su tre parole miti e forti, buone per oggi come per allora, e che oggi, anzi, suonano in modo provocatorio, perché alternative a propagande, rabbie, volgarità e nichilismi travestiti da informazione, da politica e persino da religione”. “È un programma che vogliamo continuare a onorare – aggiunge Tarquinio -, sostenuti da un Editore ‘garante’ della nostra autonomia e della nostra coerenza con l’impegno assunto di informare per ‘fare del bene’ non per ‘farsi clienti’” (clicca qui)

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