Informazione: Fico, “troppe volte confusa con la comunicazione”. “Serve essere responsabili” anche con i social network

“I concetti di comunicazione e informazione devono restare distinti, ognuno con una sua etica ma sempre comunque distinte. Troppo spesso invece vengono usate come sinonimo, mettendo a rischio sia la politica sia il giornalismo”. Lo ha affermato questa mattina il presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico, intervenendo al convegno “Cento anni di stampa parlamentare” nella sala della Lupa di Palazzo Montecitorio.
Con il Parlamento, la stampa parlamentare secondo Fico ha “una missione: fare in modo che le persone che vivono fuori da questo Palazzo conoscano nel dettaglio tutto quello che succede qui dentro e in questo modo possano partecipare alla vita pubblica, vivendo la propria dimensione civica nel modo più consapevole e ampio possibile”. “Sono convinto che il racconto politico parlamentare sia una chiave decisiva per la partecipazione”, ha proseguito il presidente, spiegando che “se vivo, frequento, conosco e capisco quello che succede qui, poi sarò capace di fare scelte, partecipare in prima persona, incidere nella vita pubblica come cittadino consapevole”.
Fico ha poi parlato di un’altra “sfida” per gli organi di informazione, quella della “comunicazione integrata”. “Nessuna testata utilizza oggi un solo strumento, tutte sono multimediali, presenti sul web e sui social”. Ma, ha ammonito, “sui social network dobbiamo stare attenti ad essere consapevoli nella gestione di uno strumento che può essere di formidabile impatto positivo ma ha dei limiti come tutti gli strumenti. Serve essere responsabili”.
La parte finale dell’intervento Fico l’ha dedicata a comunicazione e informazione, troppe volte confuse nell’epoca in cui grazie alle tecnologie i cittadini non sono solo fruitori ma anche produttori. Avvertendo che “la comunicazione già per se stessa è qualcosa di manipolatorio”, il presidente della Camera ha osservato che “oggi purtroppo sembra che la comunicazione si mangi l’informazione. E a volte dietro la comunicazione spinta non c’è nemmeno la notizia, non c’è la fonte”. Così “una comunicazione diventa una notizia che gira senza in realtà esserlo. Questo è un problema, un male – ha aggiunto – a cui tutti quanti dobbiamo porre rimedio. Oggi dobbiamo parlare di etica nella comunicazione perché se non mettiamo la parola etica davanti alla comunicazione, all’informazione, non facciamo un servizio di qualità per i cittadini”.

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