Festival della famiglia: Zucaro (Università Ca’ Foscari), “adottare un’ottica di genere non soltanto femminile ma anche maschile”

“La questione di genere ha agito come pungolo stimolando interesse sul tema della conciliazione vita-lavoro. Oggi però è necessario uno step ulteriore che consiste nel comprendere come la questione non sia più legata soltanto a un tema di pari opportunità e incremento dell’occupazione femminile (che rappresenta un moltiplicatore del Pil), ma è importante anche per l’innalzamento dei tassi demografici”. Lo ha detto Rosita Zucaro, assegnista di ricerca in Diritto del lavoro all’Università Ca’ Foscari di Venezia, intervenendo al seminario in programma oggi al Festival della famiglia 2018 a Trento. La chiave, per Zucaro, è “adottare un’ottica di genere non soltanto femminile ma anche maschile. Cioè continuare a ragionare su quanto le donne siano scarsamente rappresentate nel mercato di lavoro, ma allo stesso tempo portare la questione di genere anche nel contesto familiare, dove la discriminazione è ‘al contrario’ e gli uomini esprimono sempre più l’esigenza di fare i padri ma hanno difficoltà a farlo”.

Un contesto che vede l’Italia piuttosto indietro rispetto ad altri Paesi europei: “In Francia i congedi vanno da sei mesi a un anno – ha fatto notare Valeria Viale, ricercatrice dell’Anpal (Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro) –. Finlandia e Spagna stanno lavorando molto sui servizi alle famiglie. Queste politiche devono essere concepite in modo strutturale e dare risposte lungo tutto l’arco della vita dei cittadini. Le norme per la conciliazione vita-lavoro ci sono e alcuni stati europei dovrebbero farsi sentire maggiormente, perché la crescita sociale e civile di un territorio è strettamente collegata al benessere della famiglia”.

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