Festa Santa Barbara: mons. Marcianò (ordinario militare), “il vostro servizio alla giustizia è autentico servizio d’amore”

“Il vostro servizio alla giustizia è autentico servizio d’amore, perché è servizio alla persona, a ogni persona”. Lo ha detto oggi mons. Santo Marcianò, ordinario militare, durante la celebrazione presieduta nella basilica di S. Giovanni in Laterano a Roma, in occasione della festa di santa Barbara. Ai vigili del fuoco, ai militari della marina, ai genieri e agli artiglieri, che oggi festeggiano la loro patrona, mons. Marcianò ha augurato di “maturare sempre meglio nel servizio alla persona e al bene comune”. Un servizio da vivere – così come indica il Vangelo – secondo l’economia “della perdita”. “La perdita cui si riferisce Gesù – ha spiegato l’ordinario militare – è la ‘perdita della vita’. Si tratta di un ‘guadagno in perdita’, potremmo dire, e la perdita è imponente: non si perde qualcosa ma si paga di persona, con la propria persona. E si paga liberamente, dunque nel servizio. È un contrasto: perdere la vita significa salvare la vita: ‘Chi vorrà salvare la propria vita la perderà, chi perderà la propria vita per me la salverà’”. Mons. Marcianò ha spiegato che il Vangelo non allude solo alla vita fisica. “Solo l’uomo, tra tutti gli esseri viventi, ha il potere di ‘dare’ la propria ‘vita’, perché la vita umana è sostanzialmente diversa, in virtù del ‘soffio vitale’ che lo rende simile a Dio. La persona può donare, offrire, restituire questo soffio eterno e vivere nell’eternità, per un puro motivo d’amore, sull’esempio di Cristo e per Lui. Gesù, infatti, dice ‘chi vorrà perdere la propria vita per me’. Sì. L’amore e l’esempio di Gesù offrono un senso al nostro dare la vita, al nostro perdere la vita per salvare la vita altrui”. “C’è un ‘dare’- ha proseguito Marcianò – che è la cifra dell’economia in perdita ma che rappresenta il ‘capitale’ dell’economia della salvezza. C’è un dare che si collega, anche concretamente, all’esperienza del salvare la vita altrui, che quotidianamente voi fate”. E ha aggiunto: “C’è un dare, il vostro ‘dare’ e il vostro ‘darvi’, che rende possibile comporre ogni contrasto, anche quello difficile che oggi viviamo nel nostro Paese, tra l’esigenza di tutela della sicurezza nazionale, di cui siete a servizio, e la responsabilità di salvaguardare il soffio vitale presente nell’uomo – in ogni creatura umana, senza distinzione e scarto, senza discriminazioni di razza, lingua e religione -, di cui siete a difesa. Voi lo fate e diventate, così, riferimento e stimolo anche per la comunità internazionale”.

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