Cibo: Rosati (Arsial), “sfida culturale per riscoprire radici e riaccendere umanità che rischia di venire meno”

Per Antonio Rosati, presidente di Arsial (Agenzia regionale per lo sviluppo e innovazione dell’agricoltura del Lazio), “cibo e salute vanno insieme”. Alla giornata di studio in corso a Roma  per iniziativa di Greenaccord, Regione Lazio e Arsial sul tema “Attorno al cibo per costruire dialogo, incontro, confronto e pace”, Rosati sostiene che il cibo è “un grande fattore possibile per un mondo più giusto, capace di far incontrare le persone e spezzare la solitudine che in Italia è una forma di povertà molto diffusa”. Nonostante 5 milioni di poveri, “nel nostro Paese non si muore di fame: siamo un modello per la cucina mediterranea, ma abbiamo negli strati più popolari il più alto fenomeno di obesità”. Rosati si sofferma quindi sulla legge antispreco invitando gli studenti in sala ad approfondirla con i loro insegnanti. “Ogni volta che mangiamo – assicura ai ragazzi -, facciamo un gesto altamente politico dicendo che non vogliamo essere omologati”. Di qui un monito: “Dobbiamo tentare di mangiare in economia circolare, a chilometro zero, riscoprendo le nostre identità. Il successo delle sagre conferma il nostro bisogno di ritrovare le nostre radici per non sentirci soli”. Questo significa – conclude – “che l’idea del cibo come apertura è una sfida culturale da vincere per riaccendere quell’umanità che anche nel nostro Paese rischia di venire meno”.

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