Carceri: Consiglio d’Europa, rapporto su situazione negli istituti di pena. In Russia la maggior percentuale di detenuti

(Strasburgo) I dati di un decennio relativi alle 52 amministrazioni carcerarie dei 47 Paesi che appartengono al Consiglio d’Europa per promuovere “una migliore comprensione delle tendenze nella popolazione carceraria in Europa” sono quelli presentati dallo studio “Prigioni in Europa 2005-2015”. Diciassette gli indicatori selezionati per la raccolta dati che, dice il rapporto di 376 pagine, possono essere messi a confronto con “estrema cautela” per le diversità che sottendono ai dati stessi e che esistono tra i Paesi. Ad esempio dove vengono trattenuti criminali tossicodipendenti o con disturbi psichiatrici, o come vengono computate le persone sotto sorveglianza elettronica o i minori; o in un altro ambito a seconda di quanti metri quadrati spettano a ogni detenuto si determina il dato sul sovraffollamento o meno. Al netto di tutte le variabili, lo studio presenta, oltre alle 47 schede per ogni singolo Paese, anche una serie di tabelle che aggregano i dati. Per esempio i dati sulla popolazione carceraria nel 2015 su 100mila abitanti: San Marino, con i suoi 6 detenuti e il Liechtenstein con 21, sono i più virtuosi, seguiti da Islanda (44) e Paesi Bassi (53, il più virtuoso nella graduatoria dei 28 Paesi Ue). Dove ci sono più detenuti in assoluto, la Russia, con 440 persone su 100mila abitanti, seguita dalla Lituania con 277 (la meno virtuosa nella classifica Ue) e poi la Georgia con 274 detenuti ogni 100mila abitanti.

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