Carceri: Consiglio d’Europa, rapporto su situazione negli istituti di pena. In Italia sovraffollamento anche se calano i detenuti: meno 15%

(Strasburgo) Secondo il Rapporto pubblicato oggi dal Consiglio d’Europa “Prigioni in Europa 2005-2015”, nel decennio considerato la popolazione carceraria in Italia è diminuita del 15%. Nel 2005, c’erano 102 detenuti ogni 100mila abitanti, nel 2015 erano 86. Le ragioni del calo sono legate a diversi fattori: l’indulto del 2006 ha liberato circa un terzo dei detenuti e, dopo una fase di stabilità dei numeri tra il 2009 e il 2013, si è registrato un nuovo calo dovuto “soprattutto a misure adottate dal governo italiano nella lotta contro il sovraffollamento carcerario”, dice il Rapporto, compreso il provvedimento sulla “esecuzione domiciliare delle pene” (legge 199/2010) e un serie di altri provvedimenti degli anni successivi. A diminuire tra il 2005 e il 2014, anche il dato degli ingressi (-46%): nel 2005, ce n’erano stati 154 per 100.000 abitanti, nel 2014 erano 83. In calo anche i rilasci: dal 2009 al 2014, il tasso di rilasci è diminuito del 12%: nel 2009, ci sono stati 122 rilasci dalle prigioni ogni 100.000 abitanti, mentre nel 2014 sono stati 108. Così anche la densità della popolazione carceraria ha subito un calo nel decennio 2005-2015 (lo studio si riferisce al periodo in cui si dispone di dati da tutta Europa) pari al 24%, passando da 139 detenuti a 106 detenuti ogni 100 posti disponibili. Il che significa ancora sovraffollamento, nonostante gli istituti di pena italiani “abbiano fatto un grosso sforzo” per aumentare i posti, passati da 42.959 nel 2005 a 49.624 nel 2015, ma ancora insufficienti per i 52.389 detenuti del 2015 (contro i 59.649 del 2005).

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