Carceri: Consiglio d’Europa, rapporto su situazione negli istituti di pena. Il quadro continentale

(Strasburgo) La situazione degli istituti di pena in Europa è l’oggetto di due rapporti pubblicati oggi dal Consiglio d’Europa. “Prigioni in Europa 2005-2015” guarda, nelle sue oltre 370 pagine, “all’evoluzione della situazione nelle prigioni” dei 47 Paesi del Consiglio d’Europa. Il quadro generale mostra che “la distribuzione geografica dei tassi di incarcerazione (numero di detenuti per 100.000 abitanti) è rimasta stabile in Europa”. Nel 2005, questi tassi tendevano a diminuire se ci si spostava verso l’Europa occidentale, con Inghilterra e Galles, Scozia, Spagna e Portogallo con tassi relativamente elevati, mentre per Croazia, Grecia, Slovenia e Turchia erano bassi. La Lituania è il Paese in Europa che ha più detenuti per 100mila abitanti (277,7/100.000). I più virtuosi sono San Marino che ne ha 6, Liechtenstein con 21, l’Islanda con 44, e i Paesi Bassi con 53 detenuti ogni 100mila abitanti. Sulla base di 17 indicatori di riferimento, il rapporto contiene schede per ogni Paese. Il secondo rapporto invece riguarda “l’evoluzione dei detenuti stranieri in carcere o in libertà vigilata dal 2009 al 2015” e mostra che “la percentuale media dei detenuti stranieri è rimasta complessivamente stabile in Europa (12%)”, essendo più bassa nell’Europa centrale e orientale e più elevata nella maggior parte dei Paesi dell’Ue, dove è addirittura aumentata. I due studi sono stati condotti dall’Università di Losanna e co-finanziati dall’Unione europea e dal Consiglio d’Europa.

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