Incontro di Taizé: Tveit (Wcc), “l’ospitalità accogliente può salvare vite, creare comunità e anche redimere il nostro tempo”

foto SIR/Marco Calvarese

“L’ospitalità è la forma di amore più ampia e onnicomprensiva”: lo scrive il segretario generale del Consiglio mondiale delle Chiese Olav Tveit, in un messaggio rivolto ai partecipanti dell’Incontro di Taizé che si apre oggi a Madrid e che sarà incentrato su questo tema. “L’ospitalità denota non solo un tratto virtuoso in noi, ma l’entrare in una relazione di accoglienza, reciprocità e amicizia sincere e fiduciose, mentre condividiamo cibo e riparo. Implica inevitabilmente anche la vulnerabilità e talvolta anche il rischio”, riflette Tveit che considera quello dell’ospitalità “il carisma più speciale di Taizé”, una comunità che “rappresentata tutto ciò che è il meglio nel movimento ecumenico”. Invitare gli altri “nelle nostre case” significa invitarli “nei nostri cuori”, scrive ancora il segretario generale. È anche un “mandato biblico fondamentale” e “immagine della stessa essenza di Dio”, poiché “Dio è la nostra casa – non importa dove viviamo o ci muoviamo – e noi diventiamo casa di Dio qui sulla terra”. “Questo amore accogliente, dato gratuitamente e umilmente ricevuto, non è mai stato tanto necessario quanto oggi”, aggiunge Tveit riferendosi a immigrati, rifugiati, senzatetto e bisognosi, ma anche semplicemente a “coloro che sono diversi da noi”. La nostra “ospitalità accogliente può salvare vite, creare comunità, e anche redimere il nostro tempo”, conclude Tveit definendo i giovani a Madrid “avanguardia di questo movimento ecumenico d’amore, non solo per il futuro, ma già adesso”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia