Natale: mons. Di Donna (Acerra), “no a negazione, svuotamento o strumentalizzazioni”

Mons. Antonio Di Donna

Noi “non lasciamo Gesù fuori dalla porta, siamo gente ‘perbene’, educata, mica come quelli di Betlemme che l’hanno cacciato fuori, non l’hanno ospitato! Noi non lo lasciamo fuori, ma gli facciamo qualcosa di peggio: lo rendiamo innocuo. Il nostro non è il Natale negato, come nei regimi atei e totalitari, ma un Natale bloccato: lo svuotiamo dall’interno, facciamo un’operazione molto più diplomatica e sottile. Lo riconosciamo come festa, ma in realtà lo svuotiamo dall’interno”. Lo ha detto il vescovo di Acerra, mons. Antonio Di Donna, nell’omelia della Messa di Natale, in cattedrale, resa nota oggi. Per il presule, “ci sono sintomi preoccupanti”, come ad esempio, “la scuola” che “ormai abolisce i segni evidenti del Natale del Signore, riducendolo alla grande festa d’inverno, la festa dei bambini, con luci e recite, ma si evita accuratamente di parlare di Gesù, della sua nascita”.
Ma c’è dell’altro: “Il Natale strumentalizzato da certa propaganda politica che si serve ipocritamente dei simboli cristiani – Vangelo, rosario, crocifisso, e anche del presepe – brandendoli come spada contro gli altri”. Ma, si è chiesto mons. Di Donna, “come posso io brandire il Vangelo, il presepe e il crocifisso, e poi buttare fuori profughi e immigrati? Gesù è stato immigrato, extracomunitario. È nato forestiero, di lì a poco questo bambino sarà costretto con i suoi genitori ad andare in Egitto, fuori dalla sua patria, dal suo Paese, perché Erode lo perseguita! È pura ipocrisia brandire i simboli cristiani e di fatto negare i valori cristiani!”. Il vescovo ha denunciato: “Viviamo dunque in un una società dunque che vuole fare festa senza il festeggiato, tra l’altro ipocrita, perché usufruisce dei vantaggi, come le vacanze a scuola o al lavoro, ma non riconosce le origini cristiane della festa. Ecco i Natali ‘appezzottati’: quello negato dei regimi atei, svuotato dall’Occidente secolarizzato, o strumentalizzato: io sono stanco di questi falsi natali!”.
Constatando, poi, “una grande indifferenza intorno a noi. Il sonno regna sovrano. Sonno e indifferenza regnano sui grandi problemi generali, sul nostro Paese, l’Italia, e sulla nostra città, in cui viviamo e che amiamo: Acerra”, il presule ha invitato a “svegliarsi” e a riconoscere la propria “dignità” da parte dei cristiani.

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