Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Manovra, Ue non avvierà la procedura. Onu, approvato il Global Compact sull’immigrazione; Italia astenuta

foto SIR/Marco Calvarese

Manovra. Ue non avvierà la procedura. Premier Conte, “nessun cedimento”
La Commissione Ue ha deciso di non avviare la procedura per debito eccessivo nei confronti dell’Italia, dopo l’accordo raggiunto con Bruxelles. È arrivato l’emendamento del governo che recepisce l’intesa con l’Ue sulla manovra. La proposta di modifica è stata depositata in commissione Bilancio al Senato. In sostanza, la Commissione avrebbe deciso di soprassedere sull’avvio della procedura in attesa di ulteriori verifiche da compiere nelle prossime settimane per tornare poi a fare il punto della situazione a gennaio una volta che la legge di bilancio sarà stata approvata dal Parlamento. “In queste settimane abbiamo lavorato per avvicinare le posizioni senza mai arretrare rispetto agli obiettivi che ci hanno dato gli italiani con il voto del 4 marzo”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte al Senato. Non abbiamo ceduto sui contenuti della manovra” ha aggiunto il premier, sottolineando che gli effetti della manovra sui conti pubblici saranno monitorati “in maniera rigorosa”.

Usa. Casa Bianca verso il ritiro totale delle loro forze dal nord-est della Siria
Gli Stati Uniti stanno preparando il ritiro totale delle loro forze dal nord-est della Siria. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali i funzionari americani hanno iniziato a informare i partner dell’area del loro piano. “Abbiamo sconfitto l’Isis in Siria”, afferma Donald Trump su Twitter, spiegando che la lotta all’Isis era “l’unica ragione di essere lì”. Il Pentagono starebbe cercando di dissuadere il presidente spiegando che una mossa del genere sarebbe un tradimento degli alleati curdi le cui truppe da anni operano a fianco di quelle Usa in Siria e che rischierebbero di essere attaccate da un’offensiva della Turchia. L’Isis in Siria ha ucciso circa 700 prigionieri negli ultimi due mesi nelle zone orientali del Paese, tra l’Eufrate e il confine con l’Iraq, nel distretto di Hajin. La zona è da settimane investita da un’offensiva delle forze curdo-siriane, nell’area sostenute da miliziani arabi cooptati dalla Coalizione anti-Isis a guida Usa. Nei giorni scorsi, le forze curdo-siriane hanno preso il controllo della cittadina di Hajin. E sono in corso i combattimenti a sud di Hajin. Nella zona, secondo le forze curde, rimangono fino a 5mila miliziani dell’Isis. Gli Usa avevano affermato nei giorni scorsi che i jihadisti nella zona di Hajin sono circa duemila.

Onu. Approvato il Global Compact sull’immigrazione. Italia si è astenuta

L’Assemblea Generale dell’Onu ha approvato il Global Compact sull’immigrazione al quale la scorsa settimana avevano aderito i 164 Paesi partecipanti alla conferenza di Marrakech. Nella votazione al Palazzo di Vetro, l’Italia si è astenuta, insieme ad altri 11 Paesi, mentre sono stati 152 i voti a favore e cinque quelli contrari, tra i quali quelli di Stati Uniti e Ungheria. Oltre a Stati Uniti ed Ungheria hanno votato contro Israele e altri due Paesi della Ue, Repubblica Ceca ed Ungheria. Tra gli astenuti oltre all’Italia, l’Austria, l’Australia, la Svizzera e la Bulgaria. Il Belgio ha votato a favore nonostante ieri il premier Charles Michel si sia dimesso a seguito della crisi del suo governo provocata dalle dimissioni dei ministri della Nuova Alleanza Fiamminga, usciti dal governo contestando il sì del premier al Global Compact sull’immigrazione. Prima del voto la presidente dell’Assemblea Generale dell’Onu, Maria Fernanda Espinosa, ha detto di voler “ribadire” il concetto che il global compact non è legalmente vincolante e non viola la sovranità dei Paesi che vi aderiscono.

Brexit. Pronto il documento May con le linee guida sull’immigrazione. Incombe però il rischio “no deal”

Finalmente, dopo tante voci e speculazioni, è stato pubblicato il documento del governo May che contiene le linee guida sull’immigrazione nel Regno Unito dopo la Brexit. Si tratta di informazioni molto importanti per gli europei e soprattutto gli italiani: i nostri connazionali oltremanica sono, secondo le ultime stime, almeno 700mila. Queste nuove norme, presentate alla Camera dei Comuni dal ministro dell’Interno Sajid Javid, verrebbero applicate dal 1° gennaio 2021, cioè dopo il cosiddetto periodo di transizione della Brexit, previsto dal 29 marzo 2019 a fino 2020 durante il quale rimarrebbero le vigenti norme sulla libertà di circolazione. Questo, ovviamente, sempre se ci fosse un accordo tra Regno Unito e Ue sull’uscita di Londra (al momento c’è solo il piano May) e se venisse scongiurato dunque il temutissimo “No Deal” (in quest’ultimo caso, alcune di queste norme potrebbero essere modificate). Di certo c’è che “i cittadini europei non salteranno più la fila” rispetto ai lavoratori di tutto il mondo che vogliono entrare in UK, come ha detto più volte la premier britannica Theresa May.

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