Rifiuti: Fluttero (Fise), “economia circolare non è autarchia”. Italia esporta 3,5 mln di tonnellate di rifiuti e ne importa quasi 6

“Nel 2016 (ultimi dati disponibili) i flussi di import ed export dei rifiuti si sono contratti rispetto alla precedente rilevazione (2012), rispettivamente del 2% e del 13%. In Italia sono entrati 5,7 milioni di tonnellate di rifiuti, in particolare metalli ferrosi utilizzati dall’industria manifatturiera, e sono state esportate 3,5 milioni di tonnellate di rifiuti, principalmente rifiuti pericolosi per i quali evidentemente non esistono impianti di trattamento sul territorio nazionale o, nel caso di rifiuti recuperabili (che rappresentano comunque una percentuale non superiore al 10%), per i quali non vi sono sbocchi per le materie secondarie”. Lo spiega Andrea Fluttero, presidente Fise Unicircular, presentando questa mattina a Roma il  rapporto “L’Italia del Riciclo 2018”, fotografia dello sviluppo del riciclo dei rifiuti, filiera per filiera, elaborato da Fise Unicircular e Fondazione sviluppo sostenibile e presentato questa mattina a Roma. L’indagine registra solo le movimentazioni di materiali classificati come rifiuti, e non anche quelle di materiali che non sono rifiuti (materie prime o prodotti derivati dai rifiuti). A livello geografico l’import si dirige principalmente verso regioni (soprattutto del Nord-Italia) in cui è significativa la presenza di impianti di riciclo che trasformeranno i rifiuti in materia prima seconda: guida la classifica la Lombardia, con 11,7 milioni di tonnellate, seguita da Emilia (4,3), Veneto (4,2), Piemonte (3,1), Friuli-Venezia-Giulia (2,8) e Toscana (2,4). L’export, come origine, interessa in modo particolare regioni con un tessuto industriale radicato o caratterizzato da un’evidente carenza impiantistica anche per la gestione dei rifiuti urbani – spiega il rapporto – : la Lombardia si colloca in testa anche a questa speciale graduatoria (5,4 milioni di tonnellate esportate), seguita da Veneto (4 mln di tonn.), Emilia-Romagna (3,2), Lazio (3,8), Campania (3) e Piemonte (3). “L’economia del riciclo – commenta Fluttero – non è autarchia ed è anche una forma di cooperazione con i Paesi in via di sviluppo, almeno in area mediterranea e dell’Europa dell’est”.

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