Manovra: Fico, “se si raggiunge un punto di caduta” tra Italia e Ue “è un bene per tutti”

“Sono molto contento se oggi, a mezzogiorno, la Commissione europea dirà che l’accordo è stato raggiunto perché sono stato uno dei primi a dire che il dialogo andava fatto, un dialogo forte, cooperativo, ad oltranza. Noi come Italia abbiamo il dovere e il diritto di fare la nostra manovra ma agiamo in un meccanismo europeo dove abbiamo sottoscritto delle regole ed è bene confrontarci”. Lo ha affermato questa mattina il presidente del Camera dei deputati, Roberto Fico, nel corso della cerimonia degli auguri alla Stampa parlamentare tenutasi nella sala della Lupa di Palazzo Montecitorio.
“Se si raggiunge un punto di caduta come credo si sia raggiunto è un bene per tutti”, ha sottolineato il presidente, convinto che “da questo dialogo può esserci un bel messaggio: quello in cui si dice che le politiche anche sociali vanno fatte e non bisogna spaventarsi di qualche numero ma si va a contrattare anche in Europa la questione sociale”. Anche la Francia “con i gilet gialli e le manifestazioni ha chiesto di poter aumentare il deficit con le manovre perché ci sono dei periodi in cui i Paesi hanno bisogno di fare tipologie di manovre differenti, lontane dall’austerità”.
Per Fico, “l’Europa è in un momento forte di cambiamento, in un processo di trasformazione” e “chi non lo vede vuole dire che vuole fare il male dell’Europa”. “Noi – ha sottolineato – dobbiamo essere gestori delle trasformazioni che sono in atto nel nostro mondo e nella nostra Europa” per non subirle. Dal presidente della Camera un “sì all’Europa unita, solidale, che collabora, in cui anche l’aiuto alle persone in difficoltà può essere fatto non dai singoli Stati ma direttamente dall’Europa ai singoli cittadini europei”.
Richiamando quanto sta avvenendo in Ungheria, Fico ha osservato come “i grandi sovranismi di questo tempo non è che abbiano le soluzioni ad ogni cosa”. “L’Europa si deve trasformare, in un senso di maggiore apertura, guardando ai diritti umani ed essendo un’Europa che riesce anche a fare una politica estera comune molto forte”. Anche “i diritti umani devono essere messi al centro anche delle contrattazioni economiche con tutti gli altri Paesi, perché l’economia deve crescere in pari modo con i diritti”.

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