Giordania: mons. Pizzaballa, “preservare il delicato equilibrio di Gerusalemme”

La Giordania “è una pietra angolare per la stabilità della regione”, un Paese dove sotto il patronato del Re Abdullah II, “possiamo godere della bellezza della convivenza religiosa e di dialoghi fruttuosi che avvicinano sempre più le comunità, del vivere lo spirito del messaggio di Amman, della moderazione, dell’inclusione e del rispetto”. Con queste parole l’amministratore apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme, mons. Pierbattista Pizzaballa, ha aperto l’evento natalizio promosso dalle Chiese in Giordania, intitolato “Giordania, terra di amicizia, terra di fede”, che si è svolto ieri presso l’“Al Hussein Cultural Centre” di Amman. Erano presenti oltre al re di Giordania Abdullah II, il presidente palestinese Mahmoud Abbas e diversi capi delle Chiese cristiane. Evidenziando le difficoltà e le tensioni nella regione e nel mondo, mons. Pizzaballa ha espresso la determinazione dei cristiani “a non rinunciare alla gioia di questi giorni. Non vogliamo spegnere le luci degli alberi di Natale e la musica delle nostre feste che adornano le nostre strade. Al contrario, vogliamo esprimere come i pastori a Betlemme la nostra gioia”. Al tempo stesso, ha affermato l’amministratore apostolico, “vogliamo essere vigili e attenti” perché preoccupati per “la stabilità delle nostre comunità, in particolare a Gerusalemme”. Comunità cristiane che, ha sottolineato l’arcivescovo, “possono essere piccole in numero, ma molto vive e impegnate nel servire la Comunità attraverso scuole, ospedali e molte altre istituzioni simili. Questo – ha ribadito mons. Pizzaballa – è il modo cristiano di servire la nazione e preservare l’identità e il valore universale di Gerusalemme come città santa per le tre religioni abramitiche, come ha sottolineato Papa Francesco in molte occasioni”. Mons. Pizzaballa ha ricordato come “negli ultimi mesi abbiamo dovuto alzare le nostre voci più volte per garantire la giusta libertà e il rispetto per le nostre istituzioni, anche con iniziative estreme, come la chiusura del Santo Sepolcro”. Chiaro il riferimento a quelle che il presule ha definito “iniziative fiscali unilaterali che hanno messo a rischio la sopravvivenza delle attività sociali e caritative” delle istituzioni cristiane. D’altra parte, ha aggiunto, “l’instabilità politica della regione, in particolare in Siria e in Iraq, l’equilibrio politico regionale e internazionale in continua evoluzione, accompagnato da una grave recessione economica, confondono il nostro popolo in Giordania e accrescono le sue paure”. Non è mancato un richiamo a “lavorare tutti insieme per mantenere l’equilibrio sociale e religioso della nostra società sempre stabile e forte”. Chiudendo il suo intervento, Pizzaballa ha ricordato il ruolo di “guardiano dei Luoghi Santi” della famiglia hashemita, “garante della pace sociale e religiosa in Giordania e Palestina” e ribadito sostegno agli sforzi del re “per far sì che le voci dei cristiani e musulmani siano ascoltate in tutti i forum istituzionali, regionali e internazionali, in modo da preservare il delicato equilibrio della Città Santa e che le voci dei poveri di Terra Santa trovino ascolto, giustizia e verità”. Particolare apprezzamento è stato espresso dall’amministratore apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme per la decisione del re giordano di concedere un’amnistia generale a diversi prigionieri, come segno di riconciliazione nella nazione.

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