Diocesi: mons. Nosiglia (Torino), “la presenza di un anziano è portatrice di forza, speranza e amore”. “A Natale nessuno si senta solo e scartato”

“Sempre la presenza in una casa di un anziano è portatrice di forza, di speranza e di tanto amore”. Lo ha affermato questa mattina l’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, incontrando giornalisti e operatori dei media in occasione degli auguri natalizi. A loro, Nosiglia ha presentato i contenuti della lettera “Luce per illuminare le genti” che ha scritto alla diocesi per il Natale 2018. “Ha come tema gli anziani” e affronta, ha spiegato, diversi punti di vista: “quello della loro positiva presenza nelle famiglie perché garantiscono quell’affetto e quella prossimità molto utile ai figli e ai nipoti sia per la saggezza che hanno acquisito, sia per il sostegno morale ma anche economico che spesso offrono a situazioni difficili delle famiglie dei giovani, quando viene a mancare il lavoro o ci sono altri problemi di vita familiare; quello della solitudine che spesso colpisce gli anziani che restano soli per la morte del coniuge e anche perché i figli li affidano ad una badante o li portano in una casa di riposo”. “Gli anziani- ha proseguito l’arcivescovo – posseggono un’esperienza grande perché la vita li ha resi saggi e ricchi di quella sapienza che non si impara a scuola, ma dal vissuto quotidiano”, “sono i custodi della tradizione e della storia della loro famiglia, gli “angeli” della loro casa come li chiama Papa Francesco”. “È il grande compito educativo che non cessa mai con l’età, ma resta imperituro e fecondo anche quando sembra che la malattia impedisca agli anziani di svolgere quel ruolo di guida che avevano”, il tributo di Nosiglia. L’arcivescovo ribadisce che “prima di decidere di portare un anziano in una casa di risposo o di accoglienza, a meno che non abbia bisogno di una indispensabile assistenza continua anche sul piano sanitario, è necessario che i figli e nipoti ma anche tutta la società attivino il massimo di impegno anche finanziario per mantenere l’anziano nel suo ambiente familiare e nella sua casa”.
“Mi auguro che a Natale le famiglie che hanno anziani nelle case di riposo provvedano a invitarli a casa di qualche figlio o figlia e possano ricevere la visita gradita degli altri parenti”, ha auspicato Nosiglia che ha anche invitato ad una maggior prossimità verso gli anziani: “A Natale nessuno deve sentirsi solo e abbandonato e scartato ma per tutti c’è un motivo di festa e di serenità. Chiedo soprattutto ai bambini, ai ragazzi e ai giovani di saper spendere un po’ del loro tempo di vacanza da scuola, per stare a casa,insieme ai propri cari, genitori e ai nonni per offrire loro la gioia del Natale e l’attiva partecipazione a questo momento importante della loro famiglia”.

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