Bolivia: vescovi su doppia tredicesima ai dipendenti, “non c’è copertura, le nostre opere sociali rischiano di chiudere”

Il Consiglio permanente della Conferenza episcopale boliviana (Ceb) ha preso posizione ieri attraverso un comunicato stampa sulla decisione del presidente Evo Morales di obbligare tutti i datori di lavoro al pagamento della doppia tredicesima. Una richiesta che riguarda anche le istituzioni ecclesiali. In tal modo, secondo i vescovi, che non nascondono la loro “preoccupazione”, molte opere sociali della Chiesa cattolica “si trovano nel pericolo di dover diminuire in modo significativo i loro servizi o addirittura di chiudere, poiché non possiedono le risorse necessarie per coprire il costo”. Il comunicato della Ceb ripercorre i passi compiuti dalla Chiesa in seguito alla decisione presa lo scorso 23 luglio e denuncia di non avere ancora ricevuto una risposta dal Ministero dell’industria in seguito alla domanda di esenzione, motivata dal fatto che tali opere sociali esistono per aiutare le fasce più deboli della popolazione, senza interessi di lucro. Di conseguenza, esse non possono essere equiparate alle imprese nate con l’obiettivo di fare profitto: “Come si sa, il pagamento della doppia tredicesima è legata ai livelli di produttività delle imprese, mentre le opere sociali della Chiesa, per loro natura, sono di servizio”. Di conseguenza, pur apprezzando “qualsiasi provvedimento che porti beneficio ai lavoratori”, l’Episcopato boliviano ribadisce che è impossibile trovare la copertura per la doppia tredicesima.

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