Protesta lavoratori ex Lsu-Lpu: vescovi Calabria, “perdere così tanti posti di lavoro sarebbe una catastrofe”

“La Conferenza episcopale calabra esprime la propria profonda preoccupazione per le vicende legate al destino degli oltre 4.500 ex lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità”. È quanto si legge in una nota della Conferenza episcopale calabra sulla situazione lavorativa di precarietà degli Lsu-Lpu. “In una terra in cui grande e antica è la fame di lavoro, dove i fenomeni corruttivi e la criminalità organizzata sfibrano il tessuto sociale”, scrivono i vescovi calabresi, “non possono lasciare indifferenti le tensioni originate dal rischio di veder sfumare altri posti di lavoro, sia pure sin qui precari”. I presidi esprimono “l’amarezza di dover constatare come, indipendentemente dalle questioni di merito, sia venuto meno il dialogo e sembra essere sul punto di lacerarsi irrimediabilmente anche il rapporto tra i lavoratori e le istituzioni, specie quelle di livello superiore”. Per i vescovi, “la Calabria, ove già alto è il tasso di disoccupazione, non può permettersi di perdere così tanti posti di lavoro e un reddito per altrettante famiglie. Sarebbe una catastrofe”. Per questo, rivolgendo “il pensiero ai tanti senza lavoro, o che il lavoro l’hanno perso, ai tanti fratelli e sorelle e tanti immigrati che trascorreranno il Natale senza casa né affetti familiari”, le Chiese particolari di Calabria “auspicano un’immediata ripresa del confronto, per la costruzione di prospettive capaci di restituire serenità e prospettive a famiglie e comunità oggi duramente segnate dai timori di nuove, inattese sventure occupazionali”.

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