Pena di morte: Marazziti (Sant’Egidio), “diminuisce il numero dei Paesi contrari all’abolizione”

“Anche in un tempo segnato da paure, terrorismo, e di scontro a livello internazionale, la pena di morte fa un importante passo indietro”. Lo dichiara Mario Marazziti, coordinatore internazionale della campagna abolizionista della Comunità di Sant’Egidio, commentando il voto favorevole all’Assemblea generale delle Nazioni Unite di 121 Paesi alla Risoluzione per una moratoria universale della pena capitale. Sono stati 35 i contrari e 32 gli astenuti. “In 24 mesi i contrari in assoluto diminuiscono da 40 a 35 – segnala Marazziti –. Tra i nuovi voti a favore quelli di Libia e Pakistan, assieme a Niger e Suriname, incoraggiano a pensare che, in situazioni dove vi sono state molte condanne a morte in passato e forte è la minaccia terroristica, gli Stati vogliono delegittimare la violenza e la morte, una risposta alla cultura del terrore”. Il coordinatore della campagna della Comunità di Sant’Egidio sostiene quindi che “la pena di morte è più debole, anche se nel mondo, in maniera irresponsabile, c’è chi alza i toni, facendo finta di non sapere che la pena di capitale è inefficace, discriminante, è uno strumento terribile in mano di regimi autoritari”. “Aumenta il livello di violenza ufficiale e diffuso nelle società che la usano, apre la porta a rappresaglie e vendette dove si lavora alla riconciliazione dopo genocidi e guerre civili”.

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