Natale: mons. Renzo (Mileto), “modello di uno stile di vita e di rapporti umani”

“La grotta di Betlemme, dove siamo convocati insieme con i pastori, si trasforma, pur nella sua pochezza e povertà, in una casa di comunione, in cui tutti ci ritroviamo per contemplare un evento che supera ogni attesa umana e, di fatto, viene a porsi come modello di uno stile di vita e di rapporti umani che non può che essere quello tipico ed identificativo della Chiesa”. A scriverlo, per il Natale, è mons. Luigi Renzo, vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea. “Alla forza vitale che sgorga dal Bambino della grotta di Betlemme dobbiamo guardare se davvero vogliamo celebrare il Natale e cambiare in qualche modo il registro del nostro mondo e delle nostre relazioni interpersonali – afferma il presule – accompagnandoci al cammino dei pastori, che, se inizialmente si accostano alla mangiatoia piuttosto curiosi e distaccati, dopo se ne ritornano ai loro greggi trasfigurati, caricati e rinnovati nello spirito”. Mons. Renzo ricorda poi che “da poco ci siamo immessi nel secondo anno del nostro Sinodo diocesano” e che la diocesi ha “iniziato ad interrogarsi proprio sulla prerogativa irrinunciabile della nostra comunità ecclesiale di essere casa e scuola di comunione”. Il vescovo di Mileto auspica e si augura che “alla fine del Sinodo il sogno si trasformi in realtà, come, credo, sia nelle attese del Signore e nel desiderio e nel cuore di ciascuno”. Ciò, comunque, ha detto, “si realizza solo con l’impegno corale di tutti. Sinodo è camminare insieme! Occorre, cioè, convertirci tutti e fare in modo che la Chiesa che stiamo sognando, sia quella che fin d’ora abbiamo iniziato a costruire, lasciandoci guidare dallo Spirito del Signore e superando tutte le resistenze che potremo incontrare dentro ed intorno a noi”.

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