Natale: card. Petrocchi (L’Aquila), “è la celebrazione dell’umiltà di Dio che si fa uno di noi”

foto SIR/Marco Calvarese

“Il Natale è la celebrazione dell’umiltà di Dio, che, assumendo una natura umana, si è fatto uno di noi. Seguendo il Suo esempio i credenti sono chiamati a imitare lo stile di Gesù, diventando, come Lui, miti ed umili di cuore”. Esordisce così il cardinale arcivescovo metropolita de L’Aquila, Giuseppe Petrocchi, nel suo Messaggio per il Natale 2018, dedicato all’umiltà. L’umile, prosegue, “è come una finestra aperta”, sa riconoscere “i suoi difetti come anche i pregi che ha, senza gonfiarli o diminuirli artificiosamente. Non scappa davanti alle verità scomode” e “vive la fraternità universale, senza cadere nei lacci soffocanti di rapporti escludenti o competitivi”. Per Petrocchi, l’umile “fa verità senza sconti”, ma non “giudica con asprezza il suo prossimo”. “Poiché ha accolto il perdono dal Signore” non esita “a chiedere perdono e a perdonare con generosità”. Inoltre valorizza ciò che unisce “prima di evidenziare ciò che divide. È sinceramente aperto al dialogo e opera come uomo di comunione”. “Proprio l’impatto con le proprie fragilità e gli insuccessi della vita costituiscono il test che svela la vera umiltà”, spiega l’arcivescovo. Infatti, “chi confida in Dio riconosce, senza anestetici, le proprie insufficienze e ammette i propri errori, ma non cede allo scoraggiamento e non si arrende, rimanendo vittima di se stesso”. Si rialza subito e ricorre a Dio “contando sulla misericordia e sulla provvidenza dell’Onnipotente” e, “proprio perché umile, non si rassegna alla mediocrità, ma punta in Alto: non perché fa leva su se stesso, ma perché conta sulla Bontà di Dio”.

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