Migranti: Msf, restrizioni Usa a richieste asilo aggravano crisi a confine con Messico. Garantire protezione e assistenza umanitaria

Le politiche per ridurre drasticamente la possibilità dei migranti di chiedere asilo negli Stati uniti, insieme alla riluttanza del governo nel gestire velocemente le persone ai punti di ingresso lungo il confine tra Stati uniti e Messico, hanno creato un limbo amministrativo che lascia i richiedenti asilo provenienti dal Centro America esposti a ulteriore violenza in Messico. Lo dichiara l’organizzazione medico umanitaria Medici senza frontiere (Msf) che da sei anni offre cure mediche ai migranti lungo la rotta messicana. “Anche se il divieto di asilo proposto dal governo statunitense è temporaneamente sospeso, molti dei nostri pazienti centro americani ci dicono che stanno evitando di attraversare il confine” dice Sergio Martìn, capo missione di Msf in Messico. “Temono che una volta arrivati negli Stati Uniti non potranno fare richiesta di asilo, e finiranno deportati in paesi dove le loro vite sono in pericolo”. Secondo Msf, il 68 per cento dei migranti che attraversano il paese ha subito qualche episodio di violenza. Un terzo delle donne è stata vittima di abusi sessuali. “Stiamo parlando di persone che hanno disperatamente bisogno di misure di protezione efficaci, come l’asilo”, precisa Martin: “Molti di loro sono a rischio sia nei loro paesi d’origine che in Messico. Costringerli a restare in Messico è disumano e illegale”. L’organizzazione medico umanitaria considera “inaccettabili le recenti politiche statunitensi di contenimento e deterrenza della migrazione, incluse misure come la chiusura e la militarizzazione del confine tra Messico e Stati Uniti; l’eliminazione della violenza domestica e della violenza da parte di bande come motivo per concedere l’asilo; la separazione delle famiglie e dei minori non accompagnati nei centri di detenzione statunitensi; le deportazioni di massa dei migranti in luoghi in cui le loro vite sono in pericolo; così come i ripetuti tentativi da parte degli Stati Uniti di dichiarare il Messico come un paese sicuro per i richiedenti asilo in attesa di risposta alla loro richiesta”.” E’ quindi necessario che i governi coinvolti trovino una soluzione a questa crisi umanitaria nella regione”, dichiara Martin: “Devono essere garanti livelli adeguati di protezione, assistenza e risposta umanitaria per aiutare ad alleviare la sofferenza di persone costrette a lasciare tutto, e rispondere alla violenza estrema che devono affrontare sia nei loro paesi d’origine che nel viaggio attraverso il Messico”.

 

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