Istat: Rapporto Benessere equo e sostenibile, le maggiori difficoltà si concentrano nel Mezzogiorno

“La geografia del benessere equo e sostenibile non si discosta sostanzialmente dall’usuale ripartizione del territorio italiano che vede il Nord in una situazione più favorevole rispetto alle regioni centrali e meridionali”. Lo afferma l’Istat nel Rapporto Bes, presentato oggi a Roma, che contiene la novità dell’analisi dei profili regionali degli indicatori di benessere equo e sostenibile. Rispetto all’indicazione generale, emergono alcune eccezioni di rilievo: ad esempio, il Piemonte e la Liguria si discostano dalle altre regioni settentrionali per una quota di indicatori nel gruppo dell’eccellenza piuttosto bassa; il Lazio presenta un profilo del benessere decisamente polarizzato: l’alta concentrazione di indicatori di difficoltà lo avvicina più all’Abruzzo che alle altre regioni del Centro, mentre la quota di indicatori nel gruppo dell’eccellenza è superiore a quello di tutte le altre regioni centrali.
La più alta concentrazione di indicatori nell’area della difficoltà caratterizza Calabria, Sicilia e Campania, mentre l’Abruzzo e la Sardegna – osserva l’Istat – si distinguono per una situazione del benessere più positiva rispetto alle altre regioni del Sud. A livello nazionale, gli indicatori di Bes esprimono i migliori risultati nelle province autonome di Trento e Bolzano e nelle regioni a statuto speciale della Valle d’Aosta e del Friuli-Venezia Giulia. Un profilo di benessere medio-alto si registra in Lombardia ed Emilia-Romagna.

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