Intimidazione a don Antonio Coluccia: mons. Seccia (Lecce), “coraggioso” e “coerente con la sua missione”

Don Antonio Coluccia

“L’ennesimo atto intimidatorio ai danni di don Antonio Coluccia è un fatto che si commenta da sé. Sta forse dando fastidio? Vuole scombinare i disegni di qualcuno?”. È il commento di mons. Michele Seccia, arcivescovo di Lecce, alla notizia della scoperta fatta dalla stesso sacerdote: la sua auto a Specchia crivellata di colpi di pistola l’altra notte. “Ho conosciuto don Antonio personalmente – prosegue l’arcivescovo – e posso testimoniare che quello dice, come anche quello che fa, corrisponde allo spirito della sua missione. Non si tratta di coraggio, ma di coerenza e presa di coscienza di un prete, di un uomo che davanti a determinate realtà non esita a denunciare illegalità e soprusi. Mi sono confrontato qualche volta con lui. E se da un lato gli ho consigliato prudenza, dall’altro l’ho incoraggito a non tacere”. “Don Coluccia conosce bene – continua mons. Seccia – il modo di agire di determinati personaggi o gruppi criminali e, qualcuno di loro, con ogni probabilità, si sente disturbato dalla sua azione. L’impegno sul fronte della legalità e contro la mafia deve essere l’impegno di ogni sacerdote, di ogni vescovo, di ogni cittadino. Egli ha fatto una scelta e da anni si dedica alla ricerca della verità, alla difesa dei deboli, di quelli che subiscono soprusi per mano di illeciti e di poteri illegali. E questo suo impegno rientra totalmente nel suo ministero pastorale”.

“La legalità non è una missione che spetta solo alle forze dell’ordine. E chi assume atteggiamenti omertosi non ha diritto di lamentarsi, non può aprire bocca. Ancor più un prete per essere fedele alla sua missione non può fare finta di nulla, non può girarsi dall’altra parte: altrimenti è inutile fare prediche o parlare di bene comune”. “Sostegno totale – conclude – a don Antonio Coluccia. Conosco bene lo spirito che lo anima. Lui sa come gestire i propri movimenti e la propria libertà. Ed è consapevole dei rischi che comporta. Ma non rinuncia alla propria responsabilità che, prima ancora che denuncia, è passione per il vangelo che è verità e liberazione dal male. Prima che coraggioso, don Coluccia è coerente con la sua missione”.

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