Francia: calo del -2,2% delle donazioni per l’obolo alla Chiesa. Pesano crisi economica (gilet gialli) e abusi

Calo in Francia del -2,2% dell’obolo alla Chiesa cattolica francese. Lo mostrano i dati al 30 settembre 2018 che sono stati presentati questa mattina alla stampa dalla Conferenza episcopale francese. Diversi i fattori che possono spiegare questo calo: la situazione economica dei donatori che non migliora ma anche – è stato detto – la copertura mediatica delle segnalazioni di abusi sessuali commesse da preti che “può avere avuto un effetto sulla raccolta dell’obolo”. La Cef fa però notare che la raccolta è tuttavia caratterizzata da una forte capacità di ripresa. La fine dell’anno 2018 promette di essere decisiva: l’obolo – spiegano dalla Conferenza episcopale – è contrassegnato da una forte stagionalità e l’ultimo trimestre dell’anno rappresenta il 45% della raccolta annuale.

L’Obolo è un sistema retributivo creato dalla Chiesa cattolica in Francia dopo la separazione tra Chiesa e Stato stabilita con la legge del 1905. Dapprima si chiamava “obolo per il clero” per consentire il sostentamento dei sacerdoti che fino ad allora erano stati sostenuti dallo Stato. Con la legge, lo Stato non paga più, in generale, ministri di religione sebbene questo trattamento continui tuttavia a essere sostenuto in Alsazia-Mosella. La legge prevede che “i fedeli siano vincolati dall’obbligo di provvedere ai bisogni della Chiesa perché abbia ciò che è necessario per il culto divino, le opere di apostolato e di carità e l’onesto sostentamento dei suoi ministri”. Sono le associazioni diocesane ad organizzare la raccolta dei fondi che, dal 1989, viene chiamata “Denier de l’Église”, (Obolo della Chiesa).

La tendenza generale è per un trend leggermente positivo nella raccolta che, corretta per l’inflazione, mostra di fatto una stagnazione della quantità totale di questa risorsa. L’obolo ha raccolto 253 milioni di euro nel 2017 pari al 47% delle attuali risorse annuali (escluse le eredità) di tutte le diocesi. La stagnazione della raccolta è il risultato di due fattori combinati tra loro: da una parte il “significativo calo del numero di donatori” pari al -25% in 10 anni con un numero totale di 1,1 milioni di donatori nel 2017; dall’altra il “drastico” aumento della “quantità media di donazioni” pari al +60% in 10 anni (ovvero + 5% all’anno) con una donazione media di 232 euro nel 2017.

Tra i fattori che hanno causato il calo del -2,2% delle entrate, la Conferenza episcopale cita la situazione economica dei donatori. “Questa preoccupazione per il presente e per il futuro che si è tradotta nelle settimane precedenti nei movimenti dei gilet gialli, ha un impatto sulla generosità dei francesi”, si legge nel Rapporto della Cef. A questo però occorre aggiungere anche l’impatto mediatico delle segnalazioni in diversi Paesi (Stati Uniti, Germania, …) di abusi sessuali commessi dai chierici negli ultimi decenni. E allo stesso modo, i casi passati o più recenti rivelati o giudicati in Francia negli ultimi mesi hanno anch’essi avuto un impatto sulle donazioni. “È, naturalmente, troppo presto per misurare con maggiore precisione le conseguenze di questi eventi sulla raccolta”, scrive la Cef, “che tuttavia è caratterizzata da un alto livello di resilienza, un segno della lealtà dei donatori”.

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