Europa: mons. Crociata (Comece), “una riscossa morale” per superare “populismi e assenteismi”

“Le Chiese dispongono delle condizioni necessarie per contribuire all’edificazione di un’Europa in cui riconoscersi e agire a partire dalla propria fede e dalla propria appartenenza ecclesiale”. Lo scrive mons. Mariano Crociata, vescovo di Latina e vicepresidente della Commissione delle conferenze episcopali della Comunità Europea (Comece), nel numero di gennaio di Vita pastorale, anticipato al Sir. Riconoscendo che “quei principi e valori posti alla base dell’Unione hanno un radicamento profondo nella cultura ebraico-cristiana”, il presule sostiene che “la situazione ormai definita di pluralità suggerisce di riconciliarsi con il pluralismo dominante come un’opportunità per imparare, in un clima di libertà, a portare il proprio costruttivo contributo”. A doversi affermare, secondo mons. Crociata, è “un atteggiamento attivo e propositivo” per fare dei fondamenti dell’Unione “un compito da assumere, un progetto da costruire”. Quindi il presule nota che “tra populismi e assenteismi, il rischio di un’Europa alla deriva, anche nelle sue istituzioni, fa temere per la tenuta stessa dell’Unione”. “C’è bisogno, allora, che quei valori fondanti diano anima a una riscossa morale e a una nuova ispirazione ideale. È su questo che si gioca il futuro di una Unione per la quale tutte le forze – spirituali, culturali e politiche – devono scommettere e investire”. Infine, il vescovo sottolinea che “l’unità della fede ha il potere di sollecitare un movimento convergente verso un bene comune europeo, intravisto in tutte le dimensioni della vita e della società”.

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