Diritti umani: Roma, alla Dire oltre 70 studenti in dialogo su “Più informati, più liberi”

(DIRE-SIR) – “Volete fare la differenza? Allora fatelo con ogni persona che incontrate” ha incalzato Rocca, che propone la questione migratoria come punto di partenza per ragionare sullo stato di salute dei diritti umani oggi nel mondo. “Le violazioni in questo ambito hanno raggiunto un livello inaccettabile” ha detto Rocca. “Partiamo dal presupposto che nessun genitore metterebbe in pericolo la vita dei figli se non fosse costretto a farlo. Vedere che alcuni Paesi fanno fatica a capire questa spinta fisiologica è preoccupante”.
Il pensiero torna all’accordo sul Global Compact sulle migrazioni, proposto dalle Nazioni Unite e discusso pochi giorni fa Marrakech, dove ha pesato l’assenza di Paesi come Italia, Stati Uniti e Australia. “Mi auguro che domani il nostro parlamento lo ratifichi”, il commento del presidente di Croce Rossa.
Il direttore della ‘Dire’, Nicola Perrone, per sottolineare come la vita degli esseri umani sia “caratterizzata dal movimento”, domanda: “Quanti di voi hanno i nonni nati a Roma?” Dalla platea si sollevano appena cinque o sei mani, tra gli oltre 70 presenti. “Vedete? Eppure oggi le migrazioni, come quello dei diritti, sono temi difficili. Ma anche attraverso lo scontro positivo si possono trovare soluzioni condivise per fare un passo avanti”.
Un altro spunto è giunto da Rocca: “Ascoltate l’altro, ascoltatevi tra voi. Per lavoro sono spesso in mezzo ai giovani, percepisco una crescente solitudine. Voi usate tanto i social network, ma temo che spezzettino la comunicazione. Siate più vicini. E fate volontariato perché cosi’ si salvano le vite”.
E se anche i politici non ci rappresentano, l’appello di Rozera, “non isolatevi ma siate parte attiva della comunità”. (www.dire.it)

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