Diritti umani: Noury (Amnesty), “apriamo le scuole ai testimoni diretti”

(DIRE-SIR) – “Sul livello di consapevolezza dei giovani sul tema dei diritti umani c’è molta discontinuità, difficile dare una risposta univoca”. Così alla ‘Dire’ Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, oggi a Roma tra i relatori dell’incontro ‘Diritti umani. L’impegno per il mondo riparte dalle scuole’, organizzato nella sede dell’agenzia in Corso d’Italia.
“Ci sono belle esperienze” ha detto Noury. “Le scuole ‘amiche dei diritti umani’ dove Amnesty collabora sono esempi di eccellenza. Altrove invece è una gara a disimpegnarsi”, un atteggiamento che a volte “parte dai docenti”. Secondo il portavoce, “gli studenti spesso sono le principali vittime di un sistema scolastico che non funziona e li trascura. Hanno tuttavia delle opportunità, come l’incontro di oggi alla ‘Dire’, ma anche altre cose. E se non le colgono è anche una loro corresponsabilità”.
Secondo Noury, “alcuni pensano ‘io sto meglio nel mio piccolo e quello che accade fuori non mi interessa’”. E cosa fare per invertire questa tendenza? “Si devono aprire le scuole ai testimoni diretti” la risposta del portavoce di Amnesty. “Se in ogni scuola italiana entrasse un rifugiato, forse i ragazzi potrebbero diventare gli educatori al posto degli adulti”. (www.dire.it)

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