Cooperazione: Del Re, con le diaspore entriamo nelle scuole

(Dire-Sir) – La cooperazione italiana deve entrare nelle scuole, facendosi conoscere e coinvolgendo i ragazzi: così all’agenzia “Dire” il viceministro degli Esteri, Emanuela Claudia Del Re, a margine del Summit delle diaspore. Secondo Del Re, “le scuole sono già e possono in futuro diventare ancora più i luoghi per conoscersi meglio e far crescere una società plurale”. Una premessa, questa, che sarebbe confermata nelle aule giorno dopo giorno dall’incontro di ragazzi con famiglie di origine diverse, italiana o straniera. “La nostra scuola è già una scuola di integrazione” sottolinea Del Re: “Non ci rendiamo conto di quanto facciamo un percorso di vita che ci porta in realtà molto lontano”. Il viceministro sottolinea che “le migrazioni verso l’Italia sono cominciate già dagli anni ’70 e oggi abbiamo generazioni consolidate, con un mondo che si muove attorno alla scuola fatto di accoglienza”. Secondo Del Re, “non tutto è perfetto” ma “la scuola può essere veicolo di buone pratiche e serenità sociale”. Una constatazione, questa, ribadita evidenziando la necessità di una maggior presenza della cooperazione italiana tra i ragazzi. “Siamo un gigante nel mondo per investimenti e progetti – dice Del Re – ma la realtà della cooperazione è ancora poco conosciuta”. Secondo il viceministro, allora, “bisogna fare un lavoro maggiore per diffondere i nostri successi e il nostro modo di intendere la cooperazione, basato sul concetto di sviluppo condiviso”. I ragazzi, allora, dovrebbe essere sempre più un interlocutore. “Le scuole – dice Del Re – sono il luogo da cui partire con linguaggi agili e concetti veicolati in maniera semplice ed efficace”. (www.dire.it)

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