Sinodo 2018: p. Costa (segretario speciale), “sinodalità stile che dà forma e riorienta la vita ordinaria della Chiesa”

“La sinodalità non resta confinata al tempo definito dello svolgimento dei Sinodi, ma viene intesa come stile che dà forma e riorienta la vita ordinaria della Chiesa e il suo modo di svolgere la missione: è questo il vero ‘contenuto innovativo’ del Sinodo”. Lo scrive padre Giacomo Costa, segretario speciale del Sinodo dei vescovi dedicato ai giovani e direttore di Aggiornamenti sociali, nell’ultimo numero della rivista dei gesuiti. “Entrare in questa dinamica richiede un rinnovamento delle forme di esercizio dell’autorità, nella linea della promozione della crescita personale di ciascuno e del presidio dell’unità come comunione delle differenze e non come omologazione uniformante”, sottolinea p. Costa. Un compito che, a suo avviso, “richiede anche a ogni cristiano di assumere fino in fondo la propria vocazione battesimale”. Delineando le dinamiche del Sinodo, p. Costa sostiene che “è innanzitutto un incontro tra persone” in cui “ciascuno porta con sé la ricchezza della propria esperienza e quella della Chiesa da cui proviene, così come le inquietudini e le domande che l’attraversano”. “L’ascolto reciproco è il vero strumento di cui un’assemblea che passa gran parte del tempo seduta dispone per provare davvero a ‘camminare insieme’”. Infine, il direttore di Aggiornamenti sociali ribadisce che “la sinodalità, se la si vuole rendere lo stile condiviso della Chiesa, ha bisogno di concretizzarsi in strutture adeguate”. “Siamo invitati a ripensare le strutture in modo da renderle capaci di accompagnare le donne e gli uomini di oggi – conclude -, le cui vite si snodano in spazi e tempi ben diversi da quelli tardorinascimentali”.

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