Fisco: Salvini (vicepremier), “lavoriamo ad una pacificazione che aiuti più italiani, a giorni in Parlamento”

(Foto: Presidenza del Consiglio dei ministri)

“Stiamo lavorando per una pace fiscale che aiuti più italiani, più famiglie, più imprese possibile. È questione di giorni e poi arriviamo in Parlamento”. Lo ha detto Matteo Salvini, vicepremier e ministro dell’Interno, a margine del convegno “La trappola delle sette”, promosso dalla Comunità Papa Giovanni XXIII in collaborazione con la Polizia di Stato, la Lumsa e il Consorzio Universitario Humanitas. “Si parla di alcune centinaia di miliardi di euro che tengono in ostaggio e in lite italiani ed Equitalia. Non pretendo di recuperarli tutti, ma neanche quei due o tre miliardi che i governi passati ci abituavano a recuperare”, ha aggiunto Salvini che, rispondendo ai giornalisti, si è poi soffermato sull’approvazione del Decreto Sicurezza. “È una settimana bella che offre agli italiani più sicurezza, più mezzi ai sindaci, ai delinquenti pene certe. Questa legge che c’è, tutto il resto verrà”, ha osservato il ministro dell’Interno.
Sul tema della prescrizione, Salvini ha ricordato che “siamo ambiziosi, vogliamo una riforma di tutto il processo penale per mettere in galera più velocemente i colpevoli, per liberare dalle catene gli innocenti: la prescrizione è all’interno della riforma del processo penale che ridurrà i tempi e i costi e aumenterà i diritti”. “L’accordo – ha continuato – è che la prescrizione entrerà in vigore entro gennaio del 2020, se sarà in vigore a quella data la riforma dell’intero processo penale per ridurre i tempi. Come hanno detto tutti, se io facessi entrare in vigore oggi la cancellazione della prescrizione sarebbe un disastro, i tribunali salterebbero e i processi arriverebbero a durare vent’anni”.
Quanto ai richiami dell’Unione europea, Salvini ha tagliato corto: “Non penso che una Commissione con gli scatoloni e le valigie pronte possa andare a dare lezioni in Europa e in Italia dopo anni di disastri. Noi tiriamo dritto, in totale serenità e tranquillità. Se qualcuno pensa di sanzionarci e di commissariarci a Bruxelles ha sbagliato a capire, perché gli italiani non lo accetterebbero”.

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