Festival migrazione: mons. Zuppi (Bologna), “non si può lasciare morire nessuno in mare”

Il tema del Festival della migrazione “Umani100%”, che si è aperto oggi a Modena, è stato al centro dell’intervento di mons. Matteo Zuppi, vescovo di Bologna: “Mai mettere in discussione questa percentuale! Si è uomini quando si è capaci di vivere, far vivere, si usa l’intelligenza e si sanno risolvere i problemi andando oltre all’emergenza. E dobbiamo dire una cosa molto chiara: non si può lasciare morire nessuno in mare”. Don Gianni De Robertis, direttore generale di Fondazione Migrantes, ha ricordato le azioni indicate da Papa Francesco – accogliere, proteggere, integrare, includere – e invitato a metterne in campo altre, “altrimenti la migrazione da ricchezza può divenire degrado”. “Siete coraggiosi a parlare di questo tema. Ma è indispensabile farlo al di là dei luoghi comuni”, ha aggiunto il Prefetto di Modena, Maria Patrizia Paba. Vincenzo Morgante, direttore di Tv2000, ha sottolineato: “Noi giornalisti dobbiamo contrapporre la precisione alla confusione, rispondere con imparzialità alla faziosità e con discernimento alla sventatezza. I media non sono una cassa di risonanza ma strumenti di informazione”. Tra gli ospiti Paolo Ruffini, Prefetto del Dicastero per la Comunicazione Vaticana, che ha messo in luce come su questo tema i pontefici che si sono succeduti sono tutti d’accordo: “Non è vero che Francesco dice cose differenti da Benedetto, Giovanni Paolo II e via via. Come cristiani e comunicatori dobbiamo però caricarci sulle spalle la nostra parte di responsabilità della situazione. Perché, come dice Gandhi, la deresponsabilizzazione è la più alta forma di violenza”.  Il Festival della migrazione è promosso da Porta Aperta, Fondazione Migrantes, Crid del Dipartimento di Giurisprudenza di Unimore e IntegriaMo, con il patrocinio di Università di Modena e Reggio Emilia, Regione Emilia-Romagna e Comune di Modena e il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Fondazione Unipolis, Bper Banca, Conad, Menù e Coop Alleanza 3.0. Sono 50 gli aderenti, tra enti locali, mondo accademico e sindacale, realtà ecclesiali e religiose, associazioni.

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