Diocesi: mons. Pennisi (Monreale), “tradurre nell’azione politica il valore della solidarietà” e “avere a cuore il destino delle persone”

“In questo tempo di crisi di senso di ‘appartenenza’”, della “solidarietà”, della “democrazia” e della “partecipazione”, della “rappresentanza”, della “cittadinanza” e di “diffusa eclissi della legalità”, “viviamo in un clima di paura e di sfiducia, di timore nei confronti del futuro e di disillusione verso la capacità della politica di migliorare le cose”. È un passaggio del discorso che terrà oggi pomeriggio mons. Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale, in occasione dell’inaugurazione del “Percorso di formazione alla cittadinanza attiva”, ma anticipato al Sir. “Per reagire a questa crisi – suggerisce il presule – bisogna educarsi ad una cittadinanza attiva e responsabile e ad una democrazia partecipata”. Per l’arcivescovo, “si deve diffondere la capacità delle persone di un territorio di riscoprire il senso di appartenenza ad una comunità che fa della sussidiarietà e solidarietà valori di riferimento sociali”. Questo significa, però, “avere qualcosa da dire al territorio e qualcosa da realizzare attraverso la collaborazione tra le istituzioni pubbliche, le scuole, le parrocchie, i corpi intermedi, i sindacati, le associazioni , i comitati di quartiere presenti in un territorio e disponibili a lavorare in rete”. Di qui l’invito a “tradurre nell’azione politica il valore della solidarietà, incrociando concretamente la realizzazione di una compiuta cittadinanza e la promozione della giustizia sociale, attraverso scelte sociali capaci di tutelare economicamente e giuridicamente anche i vecchi e nuovi poveri , che non hanno diritti e redditi adeguati”. Mons. Pennisi esorta anche ad “avere a cuore il destino delle persone, specialmente di quelle che non hanno voce per esprimere il loro disagio e la propria sofferenza. Soprattutto è necessario uno sforzo a capirle, a rappresentarle, a fare un cammino con loro, vedendo in essi il Volto di un Dio che ama, che tramite noi cerca di entrare nella vita delle persone e delle comunità”. Questo esige “l’impegno per una politica del bene comune possibile, qui, oggi, attraverso una cittadinanza attiva e responsabile”.

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