Austria: vescovi, “chi cerca asilo non deve essere stigmatizzato”

“Sebbene il numero di coloro che chiedono asilo in Austria sia drasticamente diminuito, il tono del dibattito sull’asilo e l’applicazione delle leggi in materia si sono inaspriti. Chi cerca asilo non deve essere stigmatizzato o addirittura criminalizzato. Il calcolo politico dei partiti non può dominare sulle leggi o sulle persone”. Lo si legge alla conclusione di una dichiarazione dei vescovi austriaci pubblicata a conclusione dell’assemblea plenaria di autunno della conferenza episcopale (5-8 novembre). I vescovi ringraziano “tutti coloro che hanno aiutato” ad accogliere e integrare le migliaia di persone che circa tre anni fa sono arrivatein Austria, in cerca di rifugio e asilo; e se oggi il loro numero è notevolmente sceso “è rimasto il grande impegno volontario di molti”, ancora “necessario e urgente perché l’integrazione abbia successo”. I vescovi si esprimono però anche sulle “situazioni umane drammatiche e sempre più frequenti” che si ingenerano quando è respinta una richiesta di asilo. Alle molte voci, in ambito sociale, politico ed economico che “chiedono uno sguardo oggettivo e umano su ogni singolo destino e una generosa applicazione del diritto di soggiorno”, si uniscono i vescovi “soprattutto nel caso di famiglie ben integrate”. I vescovi chiedono anche che i responsabili politici di comuni e regioni “siano obbligatoriamente implicati nelle decisioni relative alla concessione di un diritto di soggiorno umanitario”.

 

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