Venerabile Mariangela Virgili: p. Alfarano (Carmelitani), “viveva un’accoglienza indiscriminata, che insegna molto alla carità di oggi”

Sono partite ieri e proseguono fino a sabato 10 novembre le celebrazioni che Ronciglione (Vt) promuove per i 284 anni dalla morte della venerabile Mariangela Virgili, terziaria carmelitana vissuta fra il XVII e il XVIII secolo e la cui devozione è ancora oggi molto sentita nel paese della Tuscia. È un ricordo liturgico quello che accompagna questa settimana, con la recita del Rosario ogni giorno alle 16,30 davanti alla tomba della venerabile e la celebrazione eucaristica. Una messa solenne è in programma sabato, a conclusione delle iniziative, presieduta dal carmelitano padre Mario Alfarano, delegato generale per le monache e gli istituti affiliati, che al Sir propone una riflessione sull’attualità di Virgili: “È vissuta in un paese all’epoca sviluppato, sulla via tra Viterbo e Roma, ma con molte sperequazioni sociali. Desiderava farsi monaca carmelitana, ma non aveva possibilità economiche. Così scelse di vivere come monaca di casa, facendo della sua casa la cella e di tutta Ronciglione il monastero. Ha vissuto la dimensione contemplativa in un impegno sociale attivo per le donne povere che rischiavano sfruttamento economico e sessuale. Per loro e per gli orfani fondò una scuola in casa sua. Oggi, nelle comunità civili ed ecclesiali mettiamo steccati e facciamo classificazioni tra poveri. In Mariangela l’accoglienza è per tutti. Credeva anche in un lavoro di squadra nella carità, che non era filantropia ma nasceva da un rapporto profondo con Cristo”, conclude.

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