Giovani: mons. Brambilla (vicepresidente Cei), “crescere è un esodo verso un’età adulta di vita e di fede”

“Ascoltiamo e stiamo vicino ai giovani, abitiamo i loro spazi e incontriamo i loro desideri. Perché possano compiere l’avventuroso cammino che esce da una terra di dipendenza, passa attraverso l’età meravigliosa della crescita, per entrare nel paese della maturità umana”: è un invito diretto a comunità cristiane e famiglie quello che mons. Franco Giulio Brambilla, vescovo di Novara e vicepresidente della Cei per il Nord, propone nell’intervento al convegno su “I giovani e la ricerca di Dio”, in corso a Matera. L’iniziativa è promossa dall’Istituto superiore di scienze religiose interdiocesano “Mons. A. Pecci” di Matera-Potenza, che in queste giornate inaugura anche il proprio anno accademico.
Il percorso proposto da mons. Brambilla paragona la crescita umana e cristiana a un esodo, che parte dall’infanzia in famiglia, “grembo generante, che non dona solo la vita, ma anche la voglia di vivere, rischiare, amare, donarsi”. Se oggi le agenzie educative e il rapporto tra di esse sono in crisi, “i giovani hanno bisogno di adulti autorevoli e rassicuranti, i quali insegnino che scegliere è crescere”. La metafora dell’esodo prevede il passaggio attraverso le prove: “Nel giovane occorre coltivare il desiderio e non riempire il bisogno, plasmare al senso della fatica, del limite e della sofferenza”, sostiene mons. Brambilla. Si entra infine nella “terra della libertà”, in cui il bene si raggiunge “nella relazione con l’altro, nell’educazione degli affetti, nella costruzione della propria identità”. “I giovani sono veramente accolti nelle comunità cristiane e nella società – sintetizza – se non sono soltanto destinatari dei nostri interventi, ma se li rendiamo protagonisti del loro domani”.

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