Enti ecclesiastici: mons. Baturi (Cei), “non possiamo accettare politiche fiscali, tributarie e o di altra natura che ci facciano tornare indietro”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Non possiamo tornare indietro. Non possiamo accettare politiche fiscali, tributarie e o di altra natura che ci facciano tornare indietro. In gioco non è il favore della Chiesa ma la natura della convivenza sociale. Le battaglie le facciamo in nome di una convivenza sociale più giusta, libera, partecipata e solidale, non in funzione di un privilegio ecclesiale”. Lo ha affermato questa mattina mons. Giuseppe Baturi, segretario del Consiglio per gli Affari giuridici e direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi giuridici della Cei, nel corso del convegno “Riforma del Terzo settore. Opportunità e sfide per gli enti ecclesiastici” ospitato all’Università Lumsa di Roma. Mons. Baturi ha evidenziato come in Italia ci sia “un modello che va custodito e gelosamente difeso. Un modello ecclesiale che vede una pluralità di enti, l’organizzazione di servizi” che negli ultimi decenni è andata moltiplicandosi. “C’è un modello italiano di una carità che si esprime attraverso servizi e opere molteplici, tutti in qualche modo della Chiesa. Una pluralità che va custodita, evitando che provvedimenti imposti dall’esterno comprimano questa creatività”. Richiamando il fatto che “c’è una soggettiva creativa del cittadino cattolico che esprime una realtà comunitaria”, mons. Baturi ha invitato a far sì che “le scelte dei singoli enti vengano prese guardandosi attorno”, impegnandosi “a ragionare in termini d’insieme, di gruppo”.
Una puntualizzazione sul fatto che “l’ente ecclesiastico non è obbligato ad aderire al Terzo settore, ma deve verificare e valutare se rimanere così com’è oggi o costituire un ramo che entri nell’ambito del Terzo settore o dell’impresa sociale” è arrivata sia da Mauro Salvatore, economo della Cei e docente di Bilancio sociale e accountability alla Lumsa, sia da Federico Rossi, commercialista e revisore contabile. Nei rispettivi interventi, si sono soffermati sui nuovi obblighi di trasparenza (evidenza dei compensi, bilancio sociale, patrimonio dedicato) e sugli aspetti fiscali e contabili che interessano gli enti ecclesiastici che aderiranno al Terzo settore.
Nel corso della mattinata, conclusa dagli interventi della senatrice Anna Cinzia Bonfrisco e da Gennaro Iasevoli, direttore del Dipartimento di Scienze umane e neo pro-rettore della Lumsa, l’ad di Bnl e responsabile Bnp Paribas per l’Italia, Andrea Munari, ha sottolineato come “più imprese sociali esistono più lo Stato può alleggerire i costi del welfare. Trovare nuovi metodi di finanziamento deve diventare una sfida da perseguire e vincere”.

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