Cyberbullismo: Fiorin (pedagogista), “in rete grandi potenzialità ma anche grandi rischi”

“Papa Francesco affida all’educazione il compito di cambiare, perché vede nell’educazione uno strumento di cambiamento profondo”. Così il pedagogista Italo Fiorin, intervenuto alla presentazione dell’Osservatorio mondiale sul cyberbullismo voluto da Bergoglio, ha definito i numerosi interventi del Papa sul bullismo. “La rete – ha commentato l’esperto – può essere una grande risorsa o un luogo molto insidioso, un’occasione per potenziare l’incontro con gli altri o per chiudersi agli altri, per trasformare un incontro reale in un incontro artificiale”. Di qui la necessità, per contrastare fenomeni come il cyberbullismo, “da un lato di imparare a sfruttare le potenzialità della rete, per rinnovare i nostri metodi e dare ai giovani strumenti adeguati; dall’altro di prevenirne e fronteggiarne i rischi, che provocano feriti e drammi nella vita delle persone”. Secondo i primi dati della prima indagine globale sull’esperienza digitale degli studenti, che verrà presentata nel convegno internazionale di aprile, circa un ragazzo su 4, dall’età di 11 anni, è stato coinvolto in episodi di cyberbullismo o, comunque, legati ad un uso scorretto o inconsapevole dello strumento digitale. In Italia, l’11% delle vittime dichiara di aver pensato al suicidio. Il motivo più frequente di questo gesto estremo, ha spiegato Luca Bernardo, medico, è la solitudine che sperimentano i ragazzi, di fronte alle pericolose ambiguità della rete, che “è un grandissimo veicolo di collegamento tra i giovani, ma possiede anche un alto tasso di pericolosità: la rete va navigata, va vissuta, ma bisogna insegnare ai ragazzi come si naviga e cercare di prevedere come arriveranno, attraverso di essa, i prossimi fenomeni che poi, purtroppo, si traducono in numeri umani, se non si fa un’efficace opera di prevenzione”.

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